Don Stefano Lamera: nel 15° anniversario (le sue parole in Santuario)
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
17 novembre 2018 * S. Elisabetta Regina
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Immagine 2004don lamera in un dipinto di autore conservato nell'oasi    Il primo giugno 2012 ricorre il quidicesimo anniversario della dipartita di don Stefano Lamera, avvenuta  nel 1997, ed inoltre, nell'anno, anche il centenario della sua nascita, avvenuta 26 dicembre 1912.
    La sua figura carismatica è quanto mai legata al Santuario San Giuseppe in Spicello di San Giorgio di Pesaro, tanto da essere considerato uno dei confondatori.
    Le parole da lui pronunciate nella prima visita e che leggeremo sotto, sono state dette quando nessuno di noi pensava, neppure lontanamente, al titolo di Santuario. Della cosa ne ha parlato subito con il Vescovo.
    Di seguito riportiamo, come detto, alcuni brani, da lui pronunciati, nelle visite e pellegrinaggi che ha compiuto nel luogo. Ed inoltre la trascrizione del messaggio, scritto nell'apposito registro,  indirizzato ai pellegrini, ai devoti ed ai visitatori.
 
Per alcuni documenti di quanto sotto riportato: clicca qui
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ECCO LE ESPRESSIONI DI DON LAMERA
   Il 10 marzo 1990 viene per la prima volta. Nel momento di preghiera serale con i presenti, nell’attesa di rivederli il giorno successivo per il ritiro mensile, tra l’altro dice le seguenti parole
   Sono contento di salutare tutti, uno a uno, quanti qui siete presenti e quelli che forse avrebbero desiderato trovarsi qui fin dalla prima sera.
   Perché vi ho voluto qua? Io so benissimo che voi tutti tornate domattina. E allora perché venire stasera, poi andare a casa e ritornare domani mattina? Ve lo dico perché: tutto è fatto con riflessione.
   Io tante volte avevo desiderato di venire qui, perché questo diventerà un grande centro di san Giuseppe. Vedrete tanti miracoli che san Giuseppe vuol fare qui, e li farà!

   Come la Madonna ha i suoi centri di presenza quali Lourdes, Loreto, Fatima, così san Giuseppe, di meno, ma li ha. Giustamente vuole averne di più. Vuole i suoi centri di grazie e di miracoli, sia nell’ordine materiale sia nell’ordine spirituale.
   Il più grande tempio a san Giuseppe, a livello mondiale, è quello del Canada. Nella Spagna c’è un altro centro mondiale, quello di san Giuseppe della Montagna, dove accorrono da tutto il mondo come nel Canada.
   A Roma c’è la chiesa di san Giuseppe che è molto frequentata.
   Questo diventerà un centro di san Giuseppe, una Lourdes di san Giuseppe.                                                                                               
   Tante volte avevo pensato e desiderato di venire, non ho potuto per tante cose, finché questa volta siamo riusciti ad Immagine 2002Copia nell'oasi. Originale in San Gennaro di Beneventoessere presenti e ringrazio di cuore san Giuseppe che mi ha condotto.
   Questa sera inizia la novena di san Giuseppe. Oggi ne abbiamo dieci, il 19 è la festa di san Giuseppe e volevo cominciarla con qualcuno che rappresentasse l’Istituto “Santa Famiglia” e l’Istituto “Gesù Sacerdote”, perché tutti e due crescano insieme: anche se i sacerdoti non hanno ancora compreso, ma ci vuole pazienza.
   Maria e Giuseppe hanno capito prima la questione e san Giuseppe l’ha colta al volo. I sacerdoti del tempio hanno capito più tardi. Infatti, Erode chiama i sacerdoti e li consulta, essi dicono dove è nato, ma non si muovono.
   Noi questa sera siamo qui in rappresentanza di tutti i vescovi e sacerdoti, non solo dell’Istituto, ma del mondo. Qui noi portiamo le cose a livello della Chiesa e del mondo. Non vorrete mica farne una chiesina per Fano! Certo, la chiesa servirà ai bravissimi cristiani che sono qui attorno e che io ringrazio per quello che hanno fatto e, soprattutto, per l’affezione con cui lavorano per san Giuseppe. State tranquilli che le famiglie qui attorno, che hanno dato una mano, che vedono crescere questa chiesa, saranno pieni di grazia, i figli non daranno pene. San Giuseppe è bravo e, se ha scampato Gesù, scamperà anche i vostri figlioli.
   Dovevamo essere qui questa sera per iniziare la novena a san Giuseppe. È una novena importantissima, perché qui sta avvenendo una meraviglia, che vedrete.
     L’ultima domenica di quaresima è la risurrezione di Lazzaro. Si ammala Lazzaro e Marta manda a dire a Gesù di venire. Gesù fa discorsi strani agli apostoli, ma non ci va subito e quando arriva è troppo tardi.
   Alle espressioni di Marta che piange la morte di Lazzaro rimproverando Gesù, egli risponde: “Credi e vedrai le meraviglie di Dio”. Credi, è al presente; vedrai, è al futuro. Così a noi dice: “Credi che qui c’è san Giuseppe che farà della meraviglie e che diventerà un grande centro. Credi!”. Invece noi rispondiamo: “Fammi vedere, Signore, e poi credo. Fammi vedere e poi analizzo le cose e, se tornano per benino, credo”. Gesù risponde: “E no! Se vuoi vedere, quando sarà, devi credere ora!”.
   Qui abbiamo avuto tutti fede e devo ringraziare quelli che l’hanno avuta subito. Naturalmente, come sempre nelle opere di Dio, ci sono stati i contestatori: “Ma cosa sta succedendo! In una zona deserta, piena di nebbia e di fango, lontana dai centri!”. Ma, per piacere, la grotta di Lourdes che cos’era? Il posto dove rovesciavano e scaricavano tutti gli avanzi dell’ospedale e i rifiuti della città.
   La Madonna ha scelto quella grotta carica di rifiuti dell’ospedale e dei malati e ne ha fatto un centro.
   Cosa ne facciamo di Spicello? Certo, tu non sei capace di fare “Spicello 2”, tu prendi solo “Spicello 1”, come era prima.
   Aspetta che san Giuseppe faccia “Spicello 2”, poi vedrai che Spicello! Vedrai che arriveranno le macchine, gli ammalati, le mamme addolorate per i mariti infedeli (e viceversa, anche!), le grandi conversioni e il mondo degli operai che cambierà.

   Questo è quello che vuol fare il Signore. Non solo per Fano, ma per tutto il mondo. So cosa pensate: “Vuoi che i siciliani vengano a Spicello? Ma cosa stai pensando, sei matto?”. Me lo sono sentito dire. E anche da qualcuno di voi. Lourdes non è più lontano di Spicello per Palermo, per Taranto? Eppure ci vanno! Credi e vedrai le meraviglie!
   Cosa volete far venire fuori da Spicello? Aspetta! Guarda che san Giuseppe ha il Bambino in braccio, quel bambino è Gesù Cristo Dio che vuol bene al suo papà, tanto bene come alla Madonna.
   Io ringrazio quelli che hanno creduto, io invito tutti a credere e tutti essere contenti di fare qualcosa, per la “casa di san Giuseppe”, e per la “chiesa di san Giuseppe”.
  002-Don Lamera la prima volta-11marzo9011.03.90 don Lamera per la prima volta L'11 marzo 1990, svolgendo il tema della missione congiunta di Maria e Giuseppe, tra l’altro dice quanto di seguito
   Qui avverranno molti miracoli. Questo è il “Colle di San Giuseppe”. San Giuseppe penserà a farsi propaganda. La Madonna a Lourdes ha cominciato lei a far miracoli. Qui comincerà san Giuseppe… io spero domenica, nella sua festa. 
   Questo è il Santuario di San Giuseppe. D’ora in avanti non chiamatela chiesa di san Giuseppe, ma “Santuario di San Giuseppe” e il colle è il “Colle di san Giuseppe”.
   Quando volete delle grazie importanti venite a trovare San Giuseppe. E qualche volta, prendetene nota, anzi che andare in pellegrinaggio alla Madonna di Cartoceto, verrete in pellegrinaggio a san Giuseppe, al santuario di san Giuseppe, dove naturalmente troverete lui con la sua sposa e col bambino. Così otterremo grazia che san Giuseppe sia non solo onorato ma amato come Dio vuole, e aiuteremo tutti a superare quel divorzio, che deve cessare, tra la Madonna e san Giuseppe.
   Fate di questa chiesa il “Santuario di san Giuseppe”, che non sarà mai parrocchia, e finalmente ci sarà un Santuario di san Giuseppe anche nelle Marche. C’è a Loreto, quello della Santa Casa, ma là non prendono in considerazione la figura di Giuseppe che pure è vissuto in quella casa.
   Ringraziamo il Signore che ci ha fatto questo grande dono. Che gioia ieri sera venendo qua! Grande gioia anche oggi! È un grande giorno.
   Ho detto a san Giuseppe: “La Madonna a Lourdes è apparsa, a Fatima è apparsa. Poi si è fatta propaganda da sé. Come si è fatta propaganda? Facendo i miracoli. San Giuseppe, qui ora devi farti propaganda tu, facendo dei miracoli”.
   Vedrete! Fate spazio a un po’ di tempo, e vedrete che correranno qui quelli che vogliono i miracoli. Voi siate i 32 Il Tabernacolo e san GiuseppeImmagine venerata nel Santuarioprimi a credere e beati voi se crederete. Andiamo da san Giuseppe! Ogni volta che la Santa Famiglia si è trovata in difficoltà, chi ha pensato e provveduto? La Madonna? No! Ha pensato san Giuseppe. Ecco allora spiegato tutto questo dono di Dio per l’opera di san Giuseppe, per il Santuario e per il Colle di san Giuseppe. Quello che san Giuseppe farà qui, sarà grande, grande, grande!
   Questo è il mio annunzio di oggi!
   Io so già, me lo sento arrivare, che dite: “Staremo a vedere cosa succede!”. Gesù non ha mai accettato questa partita. Infatti, risponde a Marta: “Credi e vedrai le meraviglie”. Noi, come san Tommaso, diciamo: “Prima voglio vedere e poi crederò”. Ma questo non è più vangelo.
   Allora, facciamo insieme un atto di fede. Io ringrazio quelli che l’hanno fatto prima cominciando ad aggiustare questa “capanna” sporca e lurida e questa “chiesa” ancor più sozza.
   Lo avete fatto qui, più o meno d’accordo. Infatti, qualche borbottamento lo avete fatto. Oggi siamo tutti qui a riparare.
   Tenete caro san Giuseppe, tenete caro Spicello, non come paese ma come Santuario di san Giuseppe e della sua opera.
   Veniteci qualche volta in pellegrinaggio, specialmente quando avete delle difficoltà di famiglia. Dio ha preso sempre san Giuseppe nei momenti più difficili della Santa Famiglia. Se Dio ha fatto questo, anche noi ci muoviamo sulla linea di Dio. Nei momenti più difficili di famiglia andiamo da san Giuseppe.
   Nel giorno della inaugurazione dell’Opera, il 14/07/91, alla fine della celebrazione eucaristica delle ore 11,00,, il Vescovo a viva voce eleverà il tempio a "Santuario Diocesano di San Giuseppe". Nella riflessione, dettata nella mattinata, don Lamera aveva pronunciato le seguenti espressioni
   Sentitemi bene, tutti! Siamo qui per ringraziare san Giuseppe. Oggi è il giorno del ringraziamento. “Grazie, caro san Giuseppe, che ci ha donato una tua casa”. È la casa di san Giuseppe e l’ha data a noi. Non solo la chiesa, qui non si può mangiare, allora ha messo insieme tutto l’apparato “Oasi san Giuseppe”.
   Poi ci ha dato anche l’acqua fresca, come a Lourdes. Non solo la Madonna ci dà l’acqua, ma anche san Giuseppe. Venite pure a portarla via a botticelle. È acqua buona, state certi, come quella di Lourdes.
   Siamo qui per ringraziare e della chiesa e della casa “Oasi san Giuseppe”. “Oasi” vuol dire “riposo”: un posto riposante, di pace, di benedizioni, di grazie. Venite qui. 
   001-Don-Lamera-la-prima-volta-11marzo9011.03.90 don Lamera con il vescovo Mario CecchiniMi dispiace che oggi (tutti giustificati, non condanno nessuno, neppure giudico) diversi della Santa Famiglia non ci sono. Mi dispiace non perché non ci sono, mi dispiace per il bene che perdono. A casa di tuo padre, ci viene il vescovo, per dire grazie: ho altro da fare!
  Con questo dono, fatto a noi “Santa Famiglia” da parte di san Giuseppe (sei ancora a Betlemme, tocca a me padre darti una casa), ci sentiamo in casa nostra.
  Con questo dono (guardate come è delicato san Giuseppe!) ci ha dato la possibilità di far riconoscere giuridicamente dallo Stato l’Istituto “Santa Famiglia”.
   Siamo qui per ringraziare. Siamo qui per chiedere la glorificazione di don Alberione, di questo figlio tanto devoto di san Giuseppe, da prenderlo come secondo nome sin dal giorno della fondazione della Famiglia Paolina. Caro san Giuseppe, glorifica questo nostro padre spirituale con un grande trionfo. Io, ieri sera, appena arrivato, mi sono messo in ginocchio e ho detto: “San Giuseppe, stavolta non chiedo, ma urlo come quel povero cieco sulla strada gridava a Gesù”. Voi aiutatemi a gridare: “San Giuseppe questa volta tocca a te”.
   Altra cosa da dirvi è questa. Nel Vangelo si legge che Gesù a Nazareth non ha potuto compiere miracoli perché i suoi cittadini nazaretani non credevano in lui. Si stupivano di lui, ma non credevano. Che non capiti a Fano, questo!
   Proprio a Fano c’è della gente che non crede a san Giuseppe ed egli non può fare miracoli.
   Qui ancora c’è gente che discute questa casa, che discute la chiesa. Si meraviglia che ci sia, ma qui non ci viene. Guardate che san Giuseppe non opera miracoli, ma la colpa è vostra come per i nazaretani. Ricardatelo bene! Detto una volta per sempre.
   Fece solo qualche guarigione. Volete miracoli? Venite qui da san Giuseppe e li avete! Credete a quello che Dio ha fatto! Portate qui della gente, mandate qui della gente! Qualcuno di voi, qui presente, potrebbe testimoniare che è venuto ed ha ottenuto.
   Non credono! Sono della “Santa Famiglia”, e non credono a san Giuseppe! Che pena! Io ce l’ho dentro!
   A causa di questa incredulità non hanno tante grazie e neanche miracoli! Fidatevi della potente intercessione di san Giuseppe e onoratelo qui nel suo Santuario.
   Voi di Fano non fate come quelli di Nazareth. “Andate da san Giuseppe, egli presiede alla distribuzione di tutti i beni del re – è nella Bibbia: - Ite ad Joseph”.
   Altra cosa da dirvi è che, se volete bene a san Giuseppe, collaboriate in qualche modo, almeno un’ora ogni tanto, a mantenere questa casa che ci ha dato, a renderla sempre più operante. Io non vi chiedo soldi ma collaborazione, per mantenere bella e sempre più bella e sempre più efficiente, per la grazia, quello che san Giuseppe, nostro papà, ci ha donato.
   Avete capito bene? Se venite a collaborare per san Giuseppe un’ora al mese (due, se potete) con quelle due ore sarete pagati molto di più del mensile che vi pagano i vostri “signori padroni”. Se credete è così, se non credete, pace; chi ci rimette siete voi. Qui troverete sempre qualcosa da fare e sarete “superpagati” dal capo di casa. Ho scritto questo quando, stanotte, dormivo bene!
   Come può Gesù non ricompensare quelli che aiutano suo papà! Lo capite questo? “Tu fai qualcosa per san Giuseppe mio papà, che ha lavorato tutta la vita per me, come faccio a non darti le grazie!”. Volete entrare in questa luce!

  021 interniil presbiterio come si presentava nel 2010
Siamo contenti di essere qui convenuti anche per sentire la bella notizia (la proclamazione fatta dal vescovo) del Santuario di San Giuseppe. Sono molto pochi i santuari di san Giuseppe. Questo è un “Santuario di san Giuseppe”. Dunque, sia benedetto il Signore anche di questo. Siamo qui per ringraziare il Signore e san Giuseppe del dono che ha fatto a noi di questa chiesa. Non noi abbiamo fatto il dono a lui, ma lui l’ha fatto a noi. Qui ci sarà sempre san Giuseppe con una presenza particolare di grazia, come avviene nei santuari mariani ove c’è una singolare presenza di grazia e di mediazione di Maria.

   Ringraziamo, è dovere, prima il vescovo e poi tutti quelli che hanno dato mano a corredare questa casa di san Giuseppe, cooperatori e benefattori.
   Come potevate non rallegrarvi e non collaborare a questo dono di san Giuseppe, l’”Oasi di san Giuseppe” con il suo Santuario!
   Io spero che abbiate sempre più coscienza del dono di Dio e delle meraviglie che Dio opererà qui a gloria del carissimo e amatissimo san Giuseppe, suo padre sulla terra, voluto dal Padre celeste.
   Qui di seguito è l’estratto da un incontro di responsabili del 06/06/92
   Bisogna ritornare a ricomporre l’Istituto proprio in questa cara terra che è stata sovrabenedetta per il Santuario di Loreto, la casa madre, e per san Giuseppe che ha voluto donarci una presenza specialissima e l’ha donata qui.
   Questi sono segni di Dio, sono discorsi di Dio, che però non sono stati ancora recepiti sino in fondo, neppure da voi, perché volentieri venite al santuario di san Giuseppe quando c’è qualche funzione ma poi… chi se ne interessa?
   Avete tutto altro da fare, certo! Ma san Giuseppe vi ha regalato una sua casa, volete prenderne cura, e lavorarci un po’ tutti dentro, ed essere contenti di fare qualche cosa per questa casa di san Giuseppe che è fatta a tutto l’Istituto del mondo e non solo d’Italia?
   Vedete, queste cose desideravo dirvi molto confidenzialmente e per questo sono contento.
   Ricordate i primi tempi, quando si andava a Loreto e si era un cuor solo e un’anima sola. Adesso che san Giuseppe ci ha dato una casa, quasi, quasi… Io capisco che per “capire” il dono ci vorrà un po’ di tempo, non mi stupisco se al principio hanno fatto contro. Io stesso ho chiesto più di un mese di tempo a pregare, prima di prendere questo luogo.
   Ho pregato e ho capito che era san Giuseppe a volerci bene e che, per riconoscenza, veniva ad offrirci tutto questo, dove egli farà il capo famiglia. Allora, ogni volta che avete delle difficoltà, venite dal capo famiglia e provvederà come ha provveduto per Gesù e Maria.
   Chi ha fastidi di famiglia deve venire qui, da san Giuseppe, se li vuole risolvere. Questo è nel disegno di Dio il quale, nelle difficoltà della Santa Famiglia, si è rivolto sempre a Giuseppe. La Madonna da sola non basta per le difficoltà di famiglia.
   La sera del 26/10/92, nella recita del Rosario, tra altre intenzioni aggiunge quelle per il Santuario con le seguenti parole
   Che questo Santuario di san Giuseppe diventi davvero un centro di grazie per tutti quelli che qui verranno. Nessuno deve venire qui, da san Giuseppe, senza ripartire per averle ricevute. Avete capito bene?
   Che i vostri figli vengano al Santuario di san Giuseppe per essere accolti da san Giuseppe come ha accolto Gesù Bambino, Figlio di Dio.
   Il 02 giugno 1996, nell’incontro interregionale dell’ISF, dopo aver affermato che a Loreto abbiamo un grande dono, la “Casa Madre” dell’Istituto “Santa Famiglia”, prosegue
   Un altro grande dono, dato a voi e all’Istituto “Santa Famiglia” e a tutte le famiglie, è questo regalo di san Giuseppe. A poca distanza dalla “Santa Casa di Loreto”, ecco il Santuario di san Giuseppe. Il padre di famiglia che introduce nella Santa Famiglia e intercede per tutti i papà e per quanto i papà hanno bisogno per la loro famiglia.
   Questo è un grande dono di Dio fatto a tutto l’Istituto, cominciando con voi.
   In un pellegrinaggio personale l'8 aprile 1997
   Vi ringrazio che siete venuti ad offrire con me la Messa a san Giuseppe.
   Pensavo di poter fare in segreto questa mia scappata, perché avevo un debito con san Giuseppe, come una cambiale da pagare, e invece mi ritrovo con voi e sono contento perché, dove si fa Chiesa, si fa famiglia e noi siamo sempre quelli, per essere di san Giuseppe, che fanno famiglia. Chi non fa famiglia non è mai con san Giuseppe, perché san Giuseppe fa famiglia con Maria. Siate benedetti e ricolmati di grazia.
   San Giuseppe ci illumini anche come portare avanti quello che egli desidera perché sia più conosciuto, più amato, più pregato.
   Tenete cara questa chiesa e soprattutto l’ “Opera san Giuseppe”.
                                                                                                                          
ECCO IL MESSAGGIO ORIGINALE steso sulla prima pagina del primo registro “firme e messaggi dei pellegrini”: clicca qui
300591  Messaggio  su  libro  devoti   130.05.91 don Lamera scrive il messaggio per i pellegrini   
   ED ECCO LA TRASCIZIONE
   Andate da Giuseppe!

   È questo l’invito, anzi il comando del Signore.
   A San Giuseppe Dio Padre ha affidato i due più grandi Tesori che Egli aveva: Gesù e Maria SS.ma sua Madre!
   Egli per primo li affidò a San Giuseppe.
   Ed ora ripete a tutti coloro che desiderano grazie e favori:
  “Andate da Lui! Perché tutto ho affidato a questo mio confidente di piena fiducia!
   Beati coloro che, ascoltando l’invito-comando di Dio, vengono qui, a questo Santuario di San Giuseppe, per invocarlo, per chiedere grazie e favori.
Egli è il custode, il depositario di tutti i Beni che ha preparato per l’umanità, per ogni uomo, il Signore Dio.
   Ognuno, che verrà con fiducia a questa Casa di San Giuseppe, non ritornerà senza aver ricevuto quanto con umiltà e fiducia ha chiesto.
   Dio stesso vuole glorificare per i secoli questo primo dei Santi, Sposo di Maria e con Lei genitore di Gesù.
   San Giuseppe prega tu! San Giuseppe pensaci tu! San Giuseppe provvedi tu!
   Dio Padre mi ha inviato a Te! Grazie! Benedicimi. Sac Stefano Lamera
   Poi, ripensandoci, si sposta sulla pagina sinistra di copertina e aggiunge:
Ecco un segreto:
   Vai da San Giuseppe! Egli è la Via che ti condurrà alla Madonna, sua sposa, e a Lei ti presenterà!
   La Madonna poi ti presenterà a Gesù, suo Figlio. Lei è la Via per arrivare a Gesù!
   Gesù, infine, ti presenterà a Dio Padre, perché Egli è la Via che conduce al Padre! Così hai tutto!     

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dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

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