Don Stefano Lamera: nel 20° anniversario (da un suo "notes" autografo)
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
20 settembre 2018 * S. Teodoro martire
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001 Don Lamera la prima volta 11marzo9011 marzo 1990 Don Lamera viene per la prima volta nella chiesa di Spicello Intuisce che diventerà un grande santuario e ne parla col Vescovo Cecchini il quale di lì a breve lo eleverà a Santuario diocesano di San GiuseppeNella domenica 4 giugno 2017 nel nostro Santuario di San Giuseppe in Spicello verrà celebrato il ventesimo anniversario della morte di don Stefano Lamera con una giornata di ritiro. Sarà presente per animare l'intera giornata Don Domenico Cascasi ssp. Inizierà alle ore 9,30.
Per il Santuario la figura di don Stefano Lamera è di grande rilievo (vedi foto). A tale proposito è nostro desiderio far conoscere quanto di seguito.

Il primo giugno 2017 ricorre il ventesimo anniversario della morte di don Stefano Lamera. Egli nel maggio 1997, appena qualche giorno prima dell’avvenimento, aveva portato, in anteprima e come omaggio al Santuario, l’opuscolo “In cammino con San Giuseppe”. Per certi aspetti potremmo considerarlo la sua opera testamentaria, come leggiamo nel suo “Notes autografo”.
Di seguito trascriviamo per intero il testo di riferimento che, appunto, porta la data di pochi giorni prima del decesso.


Per il documento citato e sotto riportato:
clicca qui

“La luce per gli occhi; i suoni per le orecchie; le emanazioni odorifere per le narici. Questo non perché manchi loro la capacità naturale, ma perché la loro funzione è condizionata da particolari elementi…
Così l’anima: senza lo Spirito Santo, ha sì la capacità di intendere Dio, di vedere Dio, ma le manca la luce per conoscerlo, la capacità di sentirlo… La preghiera è il respiro…

Ognuno di noi vive nella Trinità
. “Io sono colei che vive nella Trinità Divina”: così disse la Madonna presso le Tre Fontane.
Dio è nostro Padre: “Padre mio e Padre vostro”.
Cristo è nostro fratello, perché concepito in Maria dallo Spirito Santo. Concependo Cristo, vero Dio e vero uomo in Maria, lo Spirito Santo ha concepito con il Capo le membra. Noi siamo le membra di Cristo, vero Dio e vero uomo. Egli è vero Figlio di Dio Padre, per opera dello Spirito Santo.
Generato dall’eternità dal Padre per opera dello Spirito Santo e nel tempo come figlio dell’uomo, nel grembo di Maria con Cristo nostro capo e noi, sue membra.
Anche noi battezzati viviamo nel Padre, suoi figli nel Figlio. Viviamo per opera dello Spirito Santo nel grembo di Maria, Madre di Cristo e Madre nostra. Noi, già in Cristo per Maria, Sposa dello Spirito Santo, siamo nella Trinità Divina: Padre, Figlio e Spirito Santo.
La Santissima Trinità è la nostra vera famiglia: figli del Padre in Gesù Figlio Primogenito; fratelli di Gesù Cristo concepiti e generati dallo Spirito Santo in Maria, nostra Madre: Madre di Dio, Madre di Cristo; Madre della Chiesa… Vedete e considerate la vostra dignità!!!
Festa della Regina degli Apostoli. Sono andato al Santuario della Madre e Regina degli Apostoli. Là ebbi un incontro fortunato con una “mia vocazione” nelle Figlie di San Paolo…
Ho chiesto alla Madonna, nostra Madre, Maestra e Regina di essere ripieno di Spirito Santo, Spirito Consolatore, Spirito di Pace, Luce beatissima.
Ho chiesto che la Madre e Regina degli Apostoli e Sposa dello Spirito Santo ottenga alla Famiglia Paolina, mediante l’Istituto Gesù Sacerdote, una Primavera di Vocazioni sacerdotali, episcopali e anche il “Dono” di qualche Sommo Pontefice! ... Tutto è possibile alla Madonna, Madre di Dio e Sposa dello Spirito Santo!
Pentecoste: “Repleti sunt Spiritu Sancto”! Che io sia “ripieno” di Spirito Santo. Che parli, come sacerdote, sempre con la luce, la forza, la grazia dello Spirito Santo! (Come Santo Stefano…). Mi conceda tanti fratelli sacerdoti, pieni di Grazia e Verità.
E’ questo (1997) il primo Anno Santo che prepara il Giubileo. Che finalmente, libero dalle cose del mondo, viva, operi, parli, ami solo con “Ripieno di Spirito Santo”!
Ho presentato oggi alla Madonna il mio umile lavoro su San Giuseppe, perché Maria e Giuseppe siano amati come veri Sposi, veri Genitori, vera Famiglia nostra: amati insiemecome si ama papà e mamma nella famiglia, come si ricorre sempre a papà e mamma. Pregare Maria e Giuseppe come veri Genitori, perché Genitori veri di Gesù, nostro fratello.
Come figli di Dio, noi siamo stati concepiti e generati in Maria Santissima. Maria non ha concepito solo il Capo, ma anche il Corpo di Cristo con tutte le membra che siamo noi.
Veri figli del Padre Celeste, veri figli di Maria, perché concepiti tutti in Maria dallo Spirito Santo, noi viviamo nella SS. Trinità. Figli del Padre Celeste, figli della stessa Madre Maria, quindi fratelli di Gesù, concepiti dallo Spirito Santo.
Come possiamo non vivere nella Trinità Divina? “In Deo vivimus, movemur et sumus” (San Paolo). Ma quale Dio?  Padre – Figlio – Spirito Santo. Ci chiamiamo “figli di Dio” e lo siamo realmente. Quindi viviamo nella Trinità. In Paradiso, casa del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, vivremo in loro e loro in noi, partecipanti della medesima gloria e beatitudine.
Come Cristiani noi siamo una Realtà Trinitaria. Senza lo Spirito Santo (questa realtà) non è nulla, perché Lui, che è la vita, ci ha concepiti e generati in Maria veri figli di Dio.
Se tutta la creazione è opera della Trinità, come non lo sarà l’uomo, “signore della creazione”, chiamato a vivere in Dio, con Dio, per Dio?
“Noi verremo a lui e vivremo dentro di lui”; “Voi siete il Tempio vivo e vivente di Dio”. Ma di quale Dio? Padre, Figlio e Spirito Santo, per Maria, in Maria, con Maria…
“E il Verbo si fece Carne e venne ad abitare in noi” (non “in mezzo a noi”): “Habitavit in nobis”.
Il vero Tempio di Dio è l’uomo, concepito e generato con Cristo e in Cristo nel grembo della Vergine Maria.
Alla santa Comunione noi ci abbeveriamo al Sangue di Cristo che è sangue di Maria, e ci nutriamo e mangiamo la Carne di Cristo che è carne di Maria.
Se la Madonna è Colei che vive nella Trinità Divina, ognuno di Noi vive come figlio suo nella Trinità Divina.
O Mamma mia, fammi capire di comprendere (e di parlare per far comprendere ad ogni mio fratello) come sia grande l’uomo, che non è solo opera della Trinità, ma Tempio vivo della Trinità. Per questo il segno della santa Croce è il segno e il sigillo dell’uomo redento.
A ogni santa Messa, a ogni Comunione, a ogni incontro con Cristo, realmente presente nei Tabernacoli, ogni uomo ripete: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.
Vivo ed opero con la SS. Trinità. La Trinità è la nostra vera Famiglia: tutto quello che è del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo è mio, se io vivo nella grazia di Dio!
Nessun uomo è più misero di chi vive fuori, contro la famiglia di Dio: né un uomo senza famiglia! come il Figliol prodigo, la pecorella smarrita…
Per vivere nella Trinità, nostra Famiglia, dobbiamo, non solo accettare i fratelli, ma amarli. Primo atto dell’amore è il perdono.
O Maria, Madre mia, ti supplico: presentami tu al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Che abbiano pietà di me; mi accolgano in festa, come il figliol prodigo.
Spirito Santo, rinnova in me, per le preghiere di Maria, tua Sposa, i prodigi della Pentecoste, e che io sia per tutti una vera Pentecoste della Trinità Divina, in Gesù, con Gesù, per Gesù, con la Madonna e San Giuseppe”.
                                                                                                              Don Stefano Lamera, 17 maggio 1997
                                                                                                              (Da un “Notes autografo”)
 

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