Riflessioni varie in adorazione
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
26 febbraio 2020 * S. Pietro Eymard
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fiducia               

   La traduzione a cura di Massimo e Loredana

Ringraziamo il Signore immensamente di essere qui questa sera, perché non è soltanto il primo giovedì di ottobre , ma è anche la solennità del beato transito di San Francesco. E’ un regalo che il Signore ci fa, di immergerci in un santo così straordinario che si è conformato in modo così particolare a Gesù.

Il tema che affronteremo in questi nostri incontri, a partire da questa sera è quello che ci ha proposto l’ufficio pastorale diocesano che è : La famiglia soggetto dell’evangelizzazione.

Quando si fa un’affermazione del genere, una delle cose da dipanare , da cercare di togliere, è che pensiamo sempre a qualcosa che dobbiamo fare noi, evangelizzare, fare catechesi, fare annuncio, fare la carità, compiere la liturgia , in realtà chi è che ci definisce come “soggetto”, sia personalmente che come famiglia, è proprio il Signore, e quindi è importante proprio per iniziare bene, chi comincia bene sta a buon punto , a metà dell’opera . Ricordare sempre al nostro cuore che tutto è grazia, e che la capacità che noi abbiamo e anche l’impegno nello spirito apologetico, che ci viene dalla grazia del battesimo, di poter annunciare la nostra fede, è un dono, è un regalo, è una grazia.

Chi ci costituisce soggetto, personalmente e insieme, personalmente e come famiglia, capace di annunciare il vangelo, è il Signore . E’ lui che ci chiama per nome, è Lui che ci dona la vita, che ci dona la vita nella grazia, è il Signore che ci chiama dal non essere all’essere. Sembra un concetto filosofico ma in realtà nessuno, a parte qualcuno che ha la presunzione di dirlo, nessuno si fa da sé ma tutti siamo “fatti” dal Signore .

Tutti i mali del mondo moderno sostanzialmente vengono dal peccato originale, certo, però, riferiti alle ideologie , vengono da Cartesio il quale ha avuto la presunzione di affermare: “penso dunque sono”. E’ nato tutto un disastro da li .

Molto bella invece l’affermazione che fa un sacerdote missionario a me molto caro, che dice : “Io sono tu che mi fai” . Io sono tu che mi fai, ecco, io desidero che questa sera chiediamo al Signore: io Signore sono personalmente, come coppia e come famiglia, io sono… tu che mi fai .

Sei tu che mi fai, sei tu che mi costituisci, sei tu che rendi saldo, che ci rendi saldi che ci rendi capaci di amare, di ricevere il tuo amore e di donarlo, di avere questa ansia nel cuore di evangelizzare che altro non è che condividere la bellezza, la gioia , che Tu metti nel cuore.

Io sono tu che mi fai.

La vita cristiana è vita di estasi, ma non un’estasi come uno ce l’ha in mente, che uno viene rapito in cielo io e Dio, Dio e io… non è così.

L’estasi è la capacità che ti da lo Spirito Santo, personalmente e come famiglia, di uscire da te stesso, di aprire gli argini del cuore, gli argini della tua casa, di non fare come direbbe papa Francesco “una lobby” ma di aprire il cuore. Io sono tu che mi fai, e tu che mi fai, non posso stare fermo se non annunciare il tuo amore, la gioia che tu mi metti nel cuore. Questa è estasi: uscire fuori da noi stessi. Chiediamo questo dono questa sera al Signore per ben cominciare, lo chiediamo con colui che è l’estasi del Padre e del Figlio che è lo Spirito Santo. Invochiamo il dono dello Spirito.

Paul Freeman

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