Riflessioni varie in adorazione
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
26 febbraio 2020 * S. Pietro Eymard
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Riprendiamo il nostro itinerario inerente le tre colonne della vita cristiana e della vita familiare.

Le abbiamo chiamate le colonne del cuore:

la Tradizione, la Parola di Dio e il Magistero.

Questa sera vedremo assieme brevemente cos’è e l’importanza del Magistero.

Il Magistero della Chiesa è l’insegnamento, legato strettamente ed in maniera inscindibile, alla Tradizione e alla Parola di Dio di cui abbiamo già, pur brevemente, parlato.

E’ cosa viva e con esso la Chiesa ci rende sempre attuali – nella fatica dell’incarnazione ed in ogni epoca storica – la capacità, la ricchezza che proviene dalla Tradizione e dalla Parola di Dio.

Lo stesso Magistero ha radici bibliche profonde. Il Magistero inteso, appunto, come spiegazione è presente in diversi episodi del Vecchio Testamento. Ad esempio quando il profeta Natan spiega a Davide cosa egli ha compiuto con il duplice peccato di adulterio e di omicidio. (2Sam. 12,1ss)

In tal senso il Magistero va inteso proprio come una “direzione spirituale”. In tal caso Direzione Spirituale personale, ma il Magistero nel suo significato compiuto svolge anche la funziona di Direzione Spirituale Comunitaria per tutta la comunità dei credenti e aperto anche a coloro che sono lontani dalla fede..

Nel nuovo testamento è proprio Gesù che attua il “magistero” spiegando le sue parole ai suoi più intimi. Gesù rivela, approfondisce, entra dentro, quanto ha proclamato in parabole, perché i suoi più approfonditamente lo comprendano. (Mt. 13,10ss)

La sistematizzazione più efficace di ciò che sarà poi il Magistero avviene negli scritti Paolini. L’apostolo Paolo divide le sue lettere sempre in due parti. Una parte teologica ed introduttiva ed una parte secondaria di spiegazione morale e di attualizzazione chiamata appunto parenetica. (Vd, ad es. Rm. 8, 1ss)

Ad esempio l’apostolo nella prima lettera alla Comunità di Corinto parla della “Cena del Signore” (quindi Tradizione) con le Parole dell’Istituzione dell’Eucarestia (quindi Parola di Dio) e da questo ne desume una serie di consegue e di attualizzazioni (quindi Magistero) parlando, ad esempio del paragone del corpo e successivamente dei carismi.

La Chiesa, dunque, assistita infallibilmente dallo Spirito Santo, per volontà dello stesso Signore Gesù Cristo, è chiamata in dimensioni ordinarie e straordinarie, a rendere viva la Tradizione e la Parola di Dio, tramite l’azione del Magistero.

Il Magistero è dunque un comando, una obbedienza che la Chiesa vive nel portare agli uomini la Tradizione e la Parola di Dio.

Il Magistero, tuttavia, anche nelle sue espressioni ordinarie non è mai di natura democratica ma è costituito da collegialità nello Spirito Santo sotto la ferma conferma di Pietro e non può mai distaccarsi dalla Tradizione e dalla Parola di Dio. Questo significa che la Verità del Magistero non è frutto di scelta di un numero di persone – per quanto illuminate – ma è rispetto totale di quanto consegnato nella Tradizione e nella Parola di Dio.

Se qualcuno compie un’operazione del genere o pensa al Magistero come un effetto della “democraticità” nella Chiesa, è fuori dalla comunione cattolica.

Ad esempio se un catechista durante una catechesi e ancor più un sacerdote durante l’omelia, che è atto inserito in un contesto liturgico, parla di un “magistero” proprio, oppure parla male del papa e si inventa vie morali contrarie al diritto naturale e alla morale evangelica che ne deriva, egli compie un abuso del proprio ruolo. Una sorta di profanazione!

Profanazione simile a chi disperde la Parola o a chi fa cadere l’Eucarestia a terra.. ci guardi il Signore di non cadere mai in queste seduzioni ideologiche.

Seduzioni che possono “generare” adepti e “simpatizzanti” ma che non evangelizzano mai, anzi creano pericolose divisioni di origine diabolica.

Né è sufficiente la buona intenzione ma occorre sempre una verifica di ciò che si pensa o si dice alla luce della Tradizione e della Parola di Dio.

Il Magistero non è fedele alla Tradizione e alla Parola con soluzioni alterne e secondo convenienza. Ma è totale adesione alla Tradizione e alla Parola di Dio, sempre. Altrimenti non è Magistero ma costruzione ideologica personale tanto più grave se parliamo di un catechista e ancor più di un sacerdote.

Possono cambiare le modalità espressive a seconda dei luoghi e dei tempi purché non impoveriscano o deformino la sostanza di quanto Cristo ha donato nella Tradizione e nella Parola ed è patrimonio della Chiesa.

Anche i genitori, primi catechisti dei loro figli, sono chiamati, dunque, ad essere radicalmente fedeli al Magistero della Chiesa che, si esprime, ad esempio, nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Che per tale motivo deve essere oggetto di studio, approfondimento e di alimento spirituale.

Il cuore va educato e addomesticato in questo, e non è vero il detto che “al cuor non si comanda..” al cuore si comanda, eccome!

Chi vive in un costante riferimento ai Sacramenti e alla Parola di Dio, in chi fa esperienza di una robusta vita ecclesiale, in chi si verifica costantemente, umanamente e spiritualmente, potrà talvolta cadere, ma mai percorrere vie dichiaratamente “eretiche”.

In questo svolge un prezioso aiuto anche un altro tipo di Magistero: il Magistero dei Santi.

La vita di questi fratelli e sorelle, umanissimi, anch’essi pieni di difetti e di povertà ma determinati generosamente nell’amare Dio e la Chiesa, ci illuminano, ci confortano, ci sostengono, ci fanno cogliere diversi colori dell’unico spettro della luce che procede da Dio.

Sono un magistero di generosità, di slancio del cuore di non ripiegamento sulle proprie piccinerie e sui propri piccoli mondi, sui propri fantasmi. La stessa generosità che ha contraddistinto la Vergine Maria e San Giuseppe.

Il Magistero non è altro che una scaturigine della Generosità di Dio e solo in questa generosità si può comprendere e attuare.

La Generosità che, assieme alla fedeltà alla Tradizione e alla Parola di Dio, chiediamo per noi questa sera durante questa adorazione.

 

Paul Freeman

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