Riflessioni varie in adorazione
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
26 febbraio 2020 * S. Pietro Eymard
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Famiglia-3

Quinta monizione al tema diocesano "La Famiglia soggetto di Evangelizzazione"

A cura di Alfio e Anna

Ecco riprendiamo un pochino le fila della riflessione che abbiamo fatto dopo che la pastorale familiare diocesana ci ha dato il tema: La famiglia soggetto dell’evangelizzazione. Negli ultimi incontri abbiamo trattato di quello che abbiamo chiamato le colonne del cuore che sono le colonne del cuore di ogni cristiano di ogni battezzato ma anche di ogni famiglia e prendendo spunto dal catechismo, al n. 75 e susseguenti, abbiamo visto che queste tre colonne del cuore - che separiamo soltanto logicamente e analiticamente ma in realtà sono strettamente collegate tra loro - sono la Tradizione, la Parola e il Magistero e abbiamo fatto anche l’esempio dello sgabello:

non esiste nessuno sgabello con una gamba sola o con due c’è bisogno di tutte e tre le gambe altrimenti si cade a terra e quindi noi, a differenza dei nostri fratelli protestanti, per esempio, teniamo in buon conto la tradizione e abbiamo visto anche che non ha nulla a che fare con il tradizionalismo ma che, anzi, è l’esperienza viva della presenza di Gesù, la consegna che egli ci fa di se stesso legata dunque alla missione. La parola di Dio e il magistero che nel tempo sotto l’azione dello Spirito Santo ci aiutano a cogliere tutti gli aspetti importanti di questa consegna, di questa tradizione. Tradizione, Parola e Magistero si “rincorrono” l’un l’altro nella nostra vita e rendono viva la nostra Sequela Christi.

Abbiamo anche accennato al magistero dei santi perché i santi sono quel dono grandioso che lo Spirito Santo ci dona nella storia affinché lo spettro dell’amore di Dio venga filtrato in tanti modi diversi, unici, irripetibili; santi campioni nell’amore e la carità, altri verso aspetti sociali, altri verso lo studio, altri verso la dottrina, altri verso l’evangelizzazione.

Ecco ognuno ha donato un aspetto specifico nel tempo del magistero della chiesa.

Però torniamo a noi, torniamo al tema della famiglia anche la famiglia è chiamata tra virgolette ad avere un suo magistero sempre legato strettamente al magistero ordinario e straordinario della Chiesa. Ciò significa che ogni famiglia è chiamata, nell’inventiva dello Spirito Santo, a fare in modo che durante la giornata ci siano degli spazi specifici di Tradizione e di Parola di Dio. Tradizione, cioè la presenza viva di Gesù, l’approccio sacramentale, la preghiera così come coltivare la lettura della Parola.. ecco non ci sono degli standard però è importante che ogni famiglia magari in accordo tra il papà e la mamma e con i figli sappiano trovare degli spazi specifici in cui vivere il loro magistero familiare perché la famiglia non solo necessita di essere inserita nella comunità, come vedremo prossimamente, ma necessita di evangelizzarsi e di essere evangelizzata.

Necessita di tenere vivo il fuoco dello spirito.

I nostri fratelli ebrei in questo ci fanno scuola perché in realtà la nostra liturgia delle ore deriva semplicemente dal loro modo di divedere con la preghiera la giornata; addirittura i nostri fratelli ebrei hanno moltissime Berakàh, che sono le benedizioni per ogni cosa e per ogni momento; anche per momenti che noi pensiamo disdicevoli, per esempio andare al bagno. Esistono delle benedizioni anche per quei momenti; non c’è un momento della nostra vita in cui Gesù non è chiamato ad entrare con la sua potenza, con il suo amore, ma tutta la nostra vita, anche soprattutto le zone oscure, hanno bisogno di essere evangelizzate dalla presenza di Gesù perché Gesù possa entrare dentro con il suo unguento e portare la sua luce, portare la sua sapienza, portare la lode, portare il ringraziamento.

Quindi impariamo anche noi da Maria e Giuseppe che sono stati, in questo, coloro che hanno coltivato in maniera perfetta la Berakàh continua, la benedizione continua, per la presenza di Gesù durante la Giornata.

Facciamoci violenza, non facciamoci dissipare da normali tanti impegni magari anche giusti e santi ma troviamo lo spazio per vivere come famiglia la lode, la benedizione del Signore, per vivere un magistero che sia fecondo ecco perché nessuno può portare l’annuncio di Gesù. Se una famiglia, Gesù, non lo vive, rischia di portare una forma di catechesi sterile che è fatta di contenuti non è fatto di esperienza viva.

C’è un esempio molto bello che mi è rimasto impresso, il cantante Adriano Celentano per tanto tempo teneva un posto libero nel tavolo a casa, in famiglia perché diceva: questo è il posto di Gesù.

Ecco io auguro a noi a ciascuno di noi che anche noi possiamo nelle nostre famiglie ritornare sempre a dare lo spazio e la priorità alla presenza di Gesù nella nostra vita.

Siamo Famiglia se c'è Gesù, il primo sposo e il primo figlio.

Adesso con questo desiderio nel cuore per noi per le nostre famiglie, per tutte le famiglie che conosciamo e che portiamo nella preghiera, per tutte le comunità vicine, invochiamo il dono dello Spirito ed iniziamo la preghier.

 

Paul Freeman

 

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