Riflessioni varie in adorazione
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
26 febbraio 2020 * S. Pietro Eymard
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fiduciaMonizione introduttiva e traccia di meditazione

A cura della comunità di Lucrezia

Come credenti e come famiglie siamo chiamati a vivere la dimensione della fede ispirandoci, come modello, alla Santa Famiglia di Nazareth, a Gesù, Giuseppe e Maria visti, pregati e amati insieme come famiglia.

La Santa Famiglia viveva la quotidianità nella profondità di una vita di fede: era una vita semplice, laboriosa, sobria, povera, umile. Attraverso questo esempio e modello di virtù Dio ha voluto rivelarci che la vita quotidiana è il luogo in cui Egli ci aspetta per amarlo e realizzare il Suo progetto su di noi. Il segreto è vivere la quotidianità con quella profondità che ci viene dalla fede.

La famiglia è da sempre perché fin dall’inizio Dio vide che non era bene che l’uomo fosse solo e volle fargli un aiuto a lui corrispondente. Ma da sempre la famiglia è a rischio poiché le sue leggi, fondate sul dono e sull’impegno al perdono, sono troppo distanti da quelle di questo mondo.

Il mondo cambia se cambia la famiglia perché gli uomini di domani sono i bambini di oggi che siedono sulle ginocchia delle loro madri e dei loro padri respirando nella famiglia i fondamenti stessi della vita e della fede.

La famiglia, infatti, è il primo luogo di comunione tra i coniugi e tra i genitori e i figli. Questa comunione va costantemente alimentata con la preghiera. E’ Gesù stesso che nel Vangelo di Matteo ci ricorda: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.”

Pregare significa mettere Gesù Maestro Via, Verità e Vita al centro dell’esistenza personale e familiare e ciò comporta il far riferimento a Lui nelle scelte concrete di ogni giorno … non sempre facili.

Anche la Famiglia di Nazareth ha dovuto affrontare momenti di grande difficoltà che ha potuto superare solamente grazie alla sua grande fede in Dio del quale si è fidata ed al quale si è

sempre affidata nonostante le Sue richieste potessero apparire a volte contro ogni logica.  

Oggi più che mai le nostre famiglie vivono situazioni di disagio sociale, affettivo, economico, tuttavia come cristiani siamo chiamati ad affidarci al Signore per alimentare la speranza in un Dio che viene a sollevarci dalle nostre difficoltà. Egli, che si è fatto uomo scegliendo di nascere nella semplicità di un luogo di periferia e di vivere nella quotidianità di un’umile famiglia, vuol farci capire quanto sia importante l’esperienza familiare per la crescita umana e spirituale di ognuno di noi. La Famiglia, fin dalla sua creazione, è stata pensata quale immagine della Trinità come relazione d’amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo ed è quindi chiamata ad aprirsi ad ogni espressione di bene e a donare, così, benedizione e grazia a tutti. San Paolo, nella Lettera ai Colossesi, ci ricorda che la famiglia è luogo di intimità, tenerezza e perdono, sentimenti che ci permettono di uscire dai nostri schemi per accogliere tutti coloro che incontriamo.

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"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

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