Riflessioni varie in adorazione
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
26 febbraio 2020 * S. Pietro Eymard
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Il matrimonio vocazione alla santitaIn questa giornata sacerdotale diocesana, davanti a Gesù Eucaristia, pregheremo e rifletteremo sulla stretta relazione che intercorre tra Sacerdoti e Sposi.

Sposi e Presbiteri, in virtù dei rispettivi Sacramenti ricevuti, sono chiamati ad edificare la Comunità. A motivo di ciò, il loro rapporto costituisce il cuore di una grande opportunità pastorale, a partire proprio dalle sfide che lafamiglia e la Chiesa si trovano a vivere.

Abbiamo scritto sposi, e non solamente e semplicemente laici, perché il Catechismo della Chiesa Cattolica è molto chiaro al riguardo: «L’Ordine e il Matrimonio sono ordinati alla salvezza altrui. Se contribuiscono anche alla salvezza personale, questo avviene attraverso il servizio degli altri. Essi conferiscono una missione particolare nella Chiesa e servono all’edificazione del Popolo di Dio» (n. 1534)

Spesso però si registra una visione di Chiesa ancora troppo clericocentrica, nella quale agli sposi viene riservato, al massimo, il ruolo di semplici esecutori.

Ricordiamo l’omelia che Benedetto XVI ha pronunciato al Congresso eucaristico di Ancona: «La famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per queste finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale. Per questo, occorre saper integrare ed armonizzare, nell’azione pastorale, il ministero sacerdotale con l’autentico Vangelo del matrimonio e della famiglia».

Due diversi ministeri, due diverse situazioni di vita, riconoscendo a ciascuno pari dignità, perché entrambi derivano dall’unico sacerdozio di Cristo.

Come è impensabile il rapporto tra un presbitero e la sua comunità senza la dimensione nuziale, altrimenti è solo un ufficio, un compito burocratico, così il

sacerdozio di Cristo è iscritto in tutti i battezzati, e i due sacerdozi – quello comune e quello ordinato – si realizzano nella reciprocità. Solo insieme si rende credibile e efficace l’azione ecclesiale.

Ma quanto è diffusa nelle nostre comunità la consapevolezza delle ricchezze presenti nei due ministeri?  Certamente ancora troppo poco: ancora i presbiteri sono visti come gli “uomini del sacro”, mentre gli sposi sarebbero dediti alle “cose profane”. Pensiamo ai presbiteri e agli sposi come a due vocazioni diverse, ma la vocazione è una sola: è la vocazione all’amore, a Dio che è l’Amore perfetto. Poi ci sono le diverse vie che uno può percorrere: quella al matrimonio, in cui l’Amore si fa carne nel dono di sé, e quella di chi rinuncia all’amore per Amore, ma che non è al di fuori della logica dell’incarnazione e dell’amore donato.

I tre compiti fondamentali del presbitero – reggere, insegnare, santificare – sono gli stessi che i coniugi hanno nella Chiesa domestica. Dall’unica croce di Cristo scaturiscono sia la carità pastorale del presbitero che l’amore coniugale.

Una ministerialità di comunione tra presbiteri e sposi offre una mano tesa e un volto di Chiesa che tanti attendono.

Chiediamo con tutto il cuore a Gesù Eucaristia di capire sempre più l’identità di comunione e reciprocità dei sacramenti dell’Ordine e del Matrimonio, attingendo alla forza dell’amore di Cristo Sposo dell’Umanità, per rendere il volto della Chiesa meno rugoso e più splendente.

Maria Pia e Paolo Ambrosini
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dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

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