Riflessioni mensili
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
20 ottobre 2018 * S. Contardo Ferrini
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Regina apostoli
Riflessione tenuta dal rettore alle famiglie riunite in ritiro il giorno 14 ottobre 2018 presso il Santuario San Giuseppe in Spicello di Terre Roveresche.
Maria donna e madre
Testo base: Gv 19,25-27)
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Introduzione

Iniziamo ponendoci una domanda: “Gesù come chiama sua madre?”.
Un paio di volte la chiama con il nome di “Madre”, ad esempio, quando lo cercano i suoi parenti. Ad essi risponde: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Sono coloro che ascoltano la mia parola”.
In due episodi, alle nozze di Cana e sotto la Croce, la chiama con il nome di “Donna”.
Viene spontaneo domandarsi: Perché “donna” e non “madre”, non è forse una scortesia?”.

Non è scortesia, ma è una cosa normale di quel tempo in Oriente, anche se parenti.

Del resto, il termine “donna” non è solo qui, ma compare anche in altri episodi quali, ad esempio, quello della cananea, della samaritana, dell’adultera, della Maddalena.

Non è scortese anche l’espressione che l’accompagna: «Che c’è tra me e te»?

Anche questa va intesa tenendo conto degli usi linguistici antichi. Del resto, l’espressione è nota già nell’Antico Testamento, dove ogni volta ha diverse sfumature nel suo significato.

Potrebbe essere, ad esempio, la reazione ad una molestia che infastidisce: «Perché mi disturbi, perché mi fai questo?».

Potrebbe anche esprimere che non vogliamo essere coinvolti in una questione, mostrando un atteggiamento di disimpegno da un comportamento al momento non opportuno, come del resto Gesù spiega: “Non è ancora giunta la mia ora”.

A questo punto, ci domandiamo: “Di quale ora si tratta?”.

Si tratta del compimento della missione di Gesù, che qui ha il suo inizio, con il segno specifico di cambiare l’acqua in vino, come a voler dire: “Sono venuto a cambiare e migliorare le cose”.

Il cambiamento sarà compiuto definitivamente sulla croce, dove Gesù dirà: “Padre, ho compiuto l’opera che mi hai dato da compiere”.

Da notare che in ambedue gli episodi è presente Maria.

Quale significato l’evangelista ha voluto dare ad essi?

Alle nozze di Cana è sottolineato il ruolo di Maria quale “Mediatrice”; è lei, infatti, che in questa circostanza prende l’iniziativa.

Le parole: “Non hanno più vino” e “Fate tutto questo che egli vi dirà” indicano che Maria si preoccupa dei bisogni degli uomini e li presenta a suo figlio. Vuole che gli uomini abbiano la felicità e la gioia, cosa questa simboleggiata dal vino.

Invece, sulla croce è Gesù a prendere l’iniziativa, rivolgendosi a Maria: «Donna, ecco tuo figlio». Da quel momento Maria diventa madre una seconda volta.

Sul Calvario, infatti, quella mediazione che Maria ha esercitato alle nozze di Cana, è estesa a tutti gli uomini. Ella è incaricata di condurre gli uomini a suo figlio, affinché ricevano il suo spirito e si dedichino alla costruzione del suo Regno.

È questa l’ora definitiva, è l’ora della salvezza nella quale anche a Maria è affidato un ruolo, in forza del quale diventa la nuova Eva. Se Eva era stata definita madre di ogni vivente, Maria ora diventa la madre di ogni discepolo del Signore.

Solo a questo punto, pertanto, possiamo ben comprendere il senso della frase che il Figlio rivolge alla Madre: "Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora".

Donna dei nostri giorni
Vediamo ora di riflettere su alcuni altri attributi riferentisi a Maria.

Tonino Bello ha scritto un libro dal titolo: “Donna dei nostri giorni”.

Vi leggiamo che Maria è chiamata innanzitutto “donna”, a vari titoli: donna del sì, donna dell'avvento, donna del silenzio, donna dell'alleanza, donna dei dolori.

Si potrebbe continuare all'infinito, perché Maria è donna in senso molto ampio. È donna dalle mille sfaccettature, non solo per definizione, ma di fatto.

Tutti questi attributi si completano e si arricchiscono quando alla parola "Donna" viene associata quella di "Madre". Infatti, è detta anche: Madre dell'avvento, Madre dei dolori, Madre ai piedi della croce, Madre degli apostoli.

Quest’ultimo attributo avviene dopo la risurrezione del Figlio, quando nel cenacolo diventa Madre degli apostoli, loro punto di riferimento, tanto da definirsi anche: “Regina degli apostoli”. Quindi non è solo la Madre di Giovanni, del discepolo prediletto, come sembrerebbe dall’espressione sotto la croce, ma di tutti gli apostoli e di tutti i discepoli.

Madre quindi, come ho già detto, nel senso più completo della parola.

In un'apparizione, ad esempio, quando le fu chiesto chi fosse, ella rispose: «Sono la mamma di tutte le mamme».

Nel corso della storia moltissime donne e mamme si sono distinte per il loro coraggio, la loro intelligenza, le loro opere, i loro comportamenti, le loro sofferenze; eppure i loro nomi non sono scritti a caratteri cubitali e indelebili.

Solo Maria è “la donna e la madre” per eccellenza, perché si comporta da vera donna nel momento in cui accetta incondizionatamente il dono della maternità.

Infatti, appena adolescente, ben conosce quali sarebbero state le conseguenze del suo tempo per accettare le parole dell’angelo: la lapidazione, il ripudio, l'allontanamento di coloro che erano considerate adultere.

Ma nel contempo è anche conscia di essere chiamata ad una missione grande ed importante, una missione eterna, quella di divenire non solo la madre del Salvatore, ma pure dell'intera umanità. Ecco il perché noi la definiamo con l’appellativo: “Benedetta fra le donne”.

Ora riflettiamo in breve su alcuni di questi attributi

Donna dell'Alleanza
Maria è la donna con la quale Dio ha stretto l'alleanza, perché come una donna aveva contribuito a dare la morte, così una donna contribuisse a dare la vita.

Questa alleanza esplode al momento dell'annunciazione in cui Dio la innalza come donna che, per la mentalità giudaica del tempo, era tenute in una posizione di inferiorità.

La tradizionale religione giudaica mai avrebbe potuto prevedere che Dio potesse chiedere, ad una semplice donna, il consenso per la venuta del Messia, cosa che sarebbe stata di competenza del sommo sacerdote, il vero rappresentante del popolo giudaico davanti a Dio.

E per giunta, poi, a una donna di Nazaret, villaggio che non godeva di buona reputazione, e non di Gerusalemme, centro del culto ebraico.

Nella scelta di questa donna il Signore vuole valorizzare la personalità femminile. Maria è scelta come donna, una donna che non ha bisogno di raccomandazioni speciali e che possiede, nella sua persona e nelle sue qualità femminili, tutto ciò che serve per vivere l’alleanza con Dio e compiere la missione affidatale.

Pertanto, possiamo ben affermare che ogni donna, guardando a Maria, trova in lei il segreto per vivere degnamente la sua femminilità.

Dal momento dell'annunciazione il comportamento di Maria sarà quello di una vera donna: anche se giovane fanciulla, accetta tutte le responsabilità di una persona matura, iniziando dalla libertà di accettare o meno l'invito dell'arcangelo Gabriele.

Per Maria quel "sì" vuol dire assumersi tutte le responsabilità che ne conseguono, non con l'incoscienza di una tredicenne, ma con la maturità di una donna, giovanissima sì, ma donna e futura madre nel senso più completo del termine; non in modo eclatante, ma nella riservatezza e nel silenzio, come diremo fra poco.

Non con superbia e orgoglio, quindi, ma con umiltà; non a caso, pertanto, è stata definita anche la donna del silenzio.

Donna del silenzio
Maria è una donna di poche parole. Nel vangelo parla appena quattro volte: all’annuncio dell’angelo, quando intona il Magnificat, quando ritrova Gesù nel tempio, ed a Cana di Galilea. Poi, dopo aver raccomandato ai servi delle nozze di dare ascolto all’unica parola che conta, lei tace per sempre.

Il suo silenzio è assenza di voce, ma denota attiva e forte presenza.

Con Tonino Bello così la preghiamo: “Santa Maria, donna del silenzio, riportaci alle sorgenti della pace. Liberaci dall’assedio delle parole. Da quelle nostre, prima di tutto. Ma anche da quelle degli altri. Facci comprendere che solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare. Coinquilini del chiasso, ci siamo persuasi di poter esorcizzare la paura alzando il volume dei nostri transistor. Facci capire che Dio si comunica all’uomo solo sulle sabbie del deserto, e che la sua voce non ha nulla da spartire con i decibel dei nostri baccani”.

Ed ancora prosegue la preghiera: “Santa Maria, donna del silenzio, raccontaci dei tuoi appuntamenti con Dio. In quali campagne ti recavi nei meriggi di primavera, lontano dal frastuono di Nazaret, per udire la sua voce?

In quali fenditure della roccia ti nascondevi adolescente, perché l’incontro con lui non venisse profanato dalla violenza degli umani rumori?

Santa Maria, donna del silenzio, ammettici alla tua scuola. Tienici lontani dalla fiera dei rumori entro cui rischiamo di stordirci, al limite della dissociazione. Preservaci dalla morbosa voluttà di notizie, che ci fa sordi alla “buona notizia”.

Rendici operatori di quell’ecologia acustica, che ci restituisca il gusto della contemplazione pur nel vortice della metropoli. Persuadici che solo nel silenzio maturano le cose grandi della vita: la conversione, l’amore, il sacrificio, la morte”.

Madre della Chiesa.
Da quest’anno il Papa ha stabilito che il lunedì dopo Pentecoste sia celebrata la festa di Maria Madre della Chiesa.

Ecco alcune parole che leggiamo nel relativo decreto: «Il titolo di Maria Madre della Chiesa ha radici profonde. Il fatto che la Vergine Maria sia Madre di Cristo e insieme Madre della Chiesa era già in qualche modo presente nel sentire ecclesiale a partire dalle parole “profetiche” di sant’Agostino e di san Leone Magno.

Il primo, infatti, dice che Maria è madre delle membra di Cristo, perché ha cooperato con la sua carità alla rinascita dei fedeli nella Chiesa; l’altro poi, quando evidenzia che la nascita del Capo è anche la nascita del Corpo, indica che Maria è al contempo madre di Cristo, Figlio di Dio, e madre delle membra del suo corpo mistico, cioè della Chiesa».

Le riflessioni teologiche sono scaturite dalla pagina del Vangelo di Giovanni in cui si narra che Maria stava ai piedi della Croce. Cristo le affidò il discepolo prediletto, Giovanni, dicendo: “Donna, ecco tuo figlio!”. E poi: “Ecco tua madre!”.

La Madonna – sottolinea il decreto – «accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato.

A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero».

A conclusione, potremmo aggiungere che Maria è diventata Madre della Chiesa attraverso tre momenti: Annunciazione, Concepimento, Incarnazione.

Nel primo momento ha concepito, oltre al Salvatore, anche la Chiesa.

Infatti “Concepire” significa “Accogliere”. Ha accolto lo Spirito Santo e la sua opera. La Chiesa è opera dello Spirito Santo. Ha accolto il frutto di quest’opera che è Gesù. Dove è presente il capo, vi sono anche le membra. Se ci sono madri che concepiscono senza amore, senza accettazione del figlio, Maria ci ha accettati con amore. Quando dirà “tutte le generazioni mi chiameranno beata”, pensava ai figli che avrebbero ricambiato l’amore.

Nel secondo momento, sotto la Croce. Dopo averci concepiti ci partorisce nel dolore sotto la croce, collaborando con Cristo. È lì che venimmo alla luce, cosa simboleggiata dall’acqua e sangue del costato: “Donna, ecco il tuo figlio”, analogamente a una madre, alla quale mettono in braccio il figlio appena nato.

Il terzo momento, a Pentecoste. Ci ha tenuto a battesimo, ci ha presentato al mondo attraverso i pellegrini ivi convenuti da ogni parte, ha tenuto uniti e confortato gli apostoli.

C’è proprio bisogno di ringraziare Maria e invocarla come: “Regina degli apostoli” e “Modello di ogni donna e madre”.

 Madre dei giovani
Dalla giovane donna di Nazaret, umile e semplice, i giovani possono apprendere che Dio concede loro largo spazio e fiducia, anche quando si sentono emarginati e rifiutati.

Ma sulla scia di Maria, loro coetanea, essi possono rispondere con fede fiduciosa al Dio della salvezza. Abbiamo già detto che Maria, come donna e giovane, nonostante i pregiudizi dei suoi tempi – avrebbe rischiato la lapidazione, il rifiuto, l'allontanamento - non ha dubbi sui progetti di Dio, si vede al centro dei suoi progetti per l'inizio di una nuova era.

Maria e i giovani d'oggi sono un incontro tra due mondi diversi. La prima, giovane donna, col suo "sì" opta per la vita. I giovani di oggi, con le loro numerose crisi, possono trovare in Maria l'impulso a scrollarsi di dosso la passività, possono diventare figli attivi e scorgere la volontà di Dio che intende affidare loro la salvezza futura del mondo.

Madre e modello dei catechisti
Madre e modello dei catechisti, è la definizione di Papa Giovanni Paolo II.

Tra l’altro dice quanto di seguito: “Ella è Madre dei catechisti perché ogni persona è affidata a Maria secondo il proprio carisma e la propria vocazione.

Ogni persona è catechista quando con il proprio operato diviene esempio per portare Gesù agli altri. Sarebbe un grosso errore pensare che la catechesi sia solo un insieme di idee, una cultura, un'ideologia, perché così intesa non è il messaggio di Gesù.

La catechesi chiama ad un incontro con Gesù, sempre presente tra noi.

Essa, insegna a dialogare con dio. Il catechista deve fare seguaci di Gesù e del suo insegnamento ed in questa formazione Maria aiuta in modo insostituibile, infatti, ella stessa è la catechista per eccellenza quando alle nozze di Cana indica Cristo come meta quando dice: «Fate quello che vi dirà». Il suo cuore materno diventa attenzione, si accorge dello smarrimento dei servi perché il vino è finito; diventa intercessione: «Non hanno più vino»; diventa incoraggiamento: «Fate quello che vi dirà».

La fede semplice, umile e incrollabile di Maria deve palpitare anche nel cuore del catechista”.

In conclusione, tutte le tappe della vita di Maria, sono le tappe di una donna eccezionale, la donna per eccellenza, colei che è la via sicura che conduce a Dio. Tutte le donne che hanno avuto come modello Maria si sono rivelate donne grandiose e questo vale anche oggi, per ogni donna.

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