Commento al Vangelo della Domenica e delle Festività
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
15 dicembre 2017 * S. Ireneo martire
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ImmacolataTesti liturgici: Gen 3,9-15.20; Sl 98; Ef 1, 6.11-12; Lc 1,26-38
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A prima vista, dopo aver ascoltato il brano della Genesi, dovremmo concludere che la disobbedienza dei nostri progenitori Adamo ed Eva ha prodotto gravi conseguenze negative. E questo è vero, non solo per la stirpe umana, ma anche per tutta la creazione.Eppure, nonostante questa tragedia prodotta dal peccato, le brutte conseguenze vengono subito rischiarate da una promessa, indirizzata direttamente da Dio al serpente tentatore. Vi sarà una donna la quale, diversamente da Eva che non gli ha saputo dire di no, gli schiaccerà la testa: “Porrò inimicizia tra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa”.
Con questa promessa non è che sia stato eliminato il nemico, ma di fatto è stato sconfitto, proprio perché questa donna ha messo al mondo il Figlio di Dio, il quale in maniera definitiva ha vinto il peccato e la morte.In previsione di tutto questo, il Signore ha concesso alla Madonna il privilegio di non essere contaminata da nessun peccato, neppure da quello originale.
È la solenne festa che celebriamo oggi: la sua Immacolata Concezione, verità confermata anche nelle apparizioni della Madonna stessa a Lourdes.Ecco perché – come ci ha detto il vangelo – Maria deve rallegrarsi: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”.Certamente Maria, in quel momento, non ha compreso tutta la portata delle parole di tale saluto, ed infatti il testo dice: “A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo”.
Pure per noi il Signore ha fatto e fa grandi cose, anche se spesso non ne comprendiamo la portata e non ci sembrano realizzabili e vere. Per di più – come qualcuno a volte dice lamentandosi - può sembrare tutto il contrario, che cioè il Signore si sia del tutto dimenticato di noi.  È vero che spesso non tutto si comprende subito. È necessario avere molta fede per accettare certe situazioni in cui ci troviamo e nelle quali nulla si vede e nulla ci si capisce.Maria ha capito di mano in mano, e noi pure – se mossi dalla citata fede -capiremo di mano in mano, nello snodarsi dei fatti.
Pertanto, mossi da tale fede, facciamo nostre le parole di Paolo: “Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo”.Di conseguenza, anche quando non comprendiamo certe situazioni, siamo invitati a comportarci alla maniera di Maria: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”; in altre parole si tratta di dare la piena disponibilità ad accogliere il piano di Dio su di noi.Chi si comporta così, mostra una grande maturità spirituale.
Questo messaggio emerge chiaramente nell’inno di San Paolo, ascoltato nella seconda lettura.Egli, come pocanzi ho accennato, parla di una benedizione e di una predestinazione la quale era nel cuore di Dio ancor prima della stessa creazione.Tale predestinazione vale per gli uomini e le donne di tutti i tempi, essa non è altro che la chiamata alla salvezza, cioè a godere in Dio per l’eternità.
Pertanto, non vi sono categorie diverse di uomini davanti a Dio, non ci sono quelli che valgono di più e quelli che valgono di meno, se non una sola differenza, quella che è stata riservata a Maria.Ella infatti, già da subito ha potuto godere questo privilegio al quale anche noi, nel tempo che il Signore ha stabilito, parteciperemo in pienezza.Forti di tale speranza, continuiamo a pregare rivolgendoci a Maria santissima perché ci insegni e ci aiuti a vivere secondo Dio, per giungere al premio eterno, al quale siamo predestinati.
Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello
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