Commento al Vangelo della Domenica e delle Festività
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
19 gennaio 2018 * S. Mario martire
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EpifaniaTesti liturgici: Is 60, 1.6; Sl 72; Ef 3, 2-3.6-6; Mt 2, 1-12
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 “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla su di te”.
Il tema simbolico della luce ci ha accompagnati per tutto il periodo di Natale. Sappiamo bene come questa luce è il Signore Gesù, in quanto è venuto a portare la verità e la salvezza a tutti i popoli. La solennità di oggi non è altro che il prolungamento del Natale. Se a Natale, per la presenza dei pastori, poteva sembrare che la salvezza fosse riservata al solo popolo di Israele, oggi per la presenza dei Magi ci viene indicato che la salvezza è per tutti i popoli.
Il fatto era stato ben evidenziato anche nell’episodio della presentazione di Gesù al tempio, quando il vecchio Simeone disse: “I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti”.
Ed oggi abbiamo pure ascoltato la sottolineatura di Paolo: “Le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”.
Se torniamo alla espressione di Isaia, rivolte al popolo di Gerusalemme: “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla su di te”, quanto stiamo dicendo, sembrerebbe non vero.Invece, se quella volta Isaia si riferiva a Gerusalemme, oggi valgono per tutti noi che siamo la Chiesa, definita anche quale Nuova Gerusalemme.
Cosa dobbiamo fare per essere rivestiti di luce?
Dobbiamo fare come i Magi: farci condurre dalla luce stessa, simbolo della fede, e che a sua volta ci porta a scoprire Gesù.Pensando all’episodio vissuto dai Magi, è chiaro che concretamente non sarebbe verosimile che un astro si fermi su una casa; ma per l’evangelista sta a indicare che i magi, in quanto studiosi e sapienti, che sapevano leggere i segni e che avevano intuizioni, hanno trovato il motivo che li hanno spinti a cercare, non senza impegno e fatica, ma proprio per questo hanno trovato.
Anche noi, se cerchiamo sinceramente il Signore, di certo lo incontreremo. Una volta incontrato, non dovremmo perderlo di vista, anche se qualche volta egli finge di nascondersi, tanto da farci venire qualche dubbio sulla sua presenza a nostro vantaggio. Questo è successo anche ai Magi: ad un certo punto non vedono più la stella, si smarriscono ma non si scoraggiano, vanno ad informarsi, vanno a chiedere notizie: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei?”.
Purtroppo, è capitato loro di doverlo chiedere ad Erode. Ho detto “purtroppo”. Sì, perché c’è una differenza ed un contrasto di vedute e di intenzioni fra loro.
I Magi, che sono nella loro sincerità, continuano a cercarlo e lo trovano. Erode invece, che è falso e schiavo del potere, pur conoscendo le Scritture che parlano di lui, non lo cerca e non lo trova; anzi, combina il disastro che conosciamo.
Quanti disastri nella nostra vita! Succede ogni volta in cui non ascoltiamo e non mettiamo in pratica quello che ci dice e ci chiede il Signore.
Notiamo il gesto che compiono i Magi: si prostrano davanti al Bambino. È il gesto tipico di chi si presenta davanti a Dio, per cui essi riconoscono la divinità di quel bambino.
Invece noi, purtroppo, corriamo il rischio di non adorare né brevemente, né a lungo il Signore Gesù.
L’adorazione breve è quando, davanti al tabernacolo ed ancor più davanti all’Eucaristia esposta, genuflettiamo o facciamo un profondo inchino. Poi c’è l’adorazione prolungata. È quando ci fermiamo alquanto davanti all’Eucaristia per leggere la Parola, per riflettere, per esaminarci, per pregare, ed anche rimanendo solo in silenzio, per affidare la nostra vita al Signore Gesù e per chiedere la sua benedizione.
A tal proposito, come è importante quando veniamo a Messa arrivare con qualche tempo di anticipo, proprio per raccoglierci davanti all’Eucaristia!
Solo così diventa più facile la sintonia per meglio comprendere quanto il Signore dovrà dirci nella celebrazione stessa.
Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello
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