Commento al Vangelo della Domenica e delle Festività
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
19 dicembre 2018 * S. Fausta martire
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Dieci comandamenti
Testi liturgici: Es 20,1-17; I Cor 1,22-25; Gv 2,13-25
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Quale tema vogliamo scegliere e dare alla riflessione che ci accingiamo a fare?
Scegliamo quella suggerita dall’espressione ripetuta più volte, dopo aver ascoltato le parole del salmo, tra le quali ad esempio: “La legge del Signore è perfetta… i precetti del Signore sono retti… il comando del Signore è limpido…”.
Ecco cosa abbiamo ripetuto: “Signore, tu ha parole di vita eterna”.
Cosa vuol dire?

Vuol dire che possiamo veramente fidarci della parola di Dio, perché solo essa: “è retta, è limpida, fa gioire il cuore, illumina gli occhi, è più preziosa dell’oro, rinfranca l’anima”, tutte espressioni del salmo stesso.
Le nostre parole, invece? Spessissimo dicono il contrario!
Quante parole, sia quelle nostre sia quelle degli altri, che non sono vere!

Quante volte, anche se sono parole sincere perché uscite dalla bocca di chi ci ama, spesso non si realizzano e di conseguenza ci lasciano delusi!

Non solo, ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. Quante chiacchere e pettegolezzi che peggiorano la situazione!

Chi non ne ha fatto esperienza? Ed allora, di chi possiamo veramente fidarci?

Rimane solo la parola di Dio. Essa, siccome è “eterna”, non può cambiare e non può ingannarci, rimane fedele per sempre.

Ebbene, questa Parola, estesa lungo tutta la Bibbia, è riepilogata nei dieci comandamenti, proprio come abbiamo pocanzi ascoltato dal libro dell’Esodo.

A questo punto, ci poniamo un’altra domanda.

Come consideriamo noi i dieci comandamenti?

Solo come qualcosa di negativo e di pesante; un qualcosa che sembra toglierci la libertà, perché ci dice di non fare certe cose, obbligandoci a farne altre?

Solo questo? Oppure li consideriamo anche e soprattutto un invito di Dio, anzi, un suo dono per il nostro bene?

Se vogliamo fare un’analogia, pensiamo alla legge stradale che si manifesta attraverso la segnaletica. Ci dice, ad esempio: “rallenta, fai attenzione alla curva pericolosa, dai la precedenza, vietato passare qui perché è senso unico”, e così via; ed inoltre, per non farci perdere inutilmente tempo, ci indica pure la direzione da prendere per arrivare alla meta che ci siamo prefissati.

Tutti questi divieti, obblighi e indicazioni, non sono un bene per noi?

Sono i mezzi che ci aiutano a salvare la vita, a non arrecare danno ad altri, ci aiutano ad arrivare più sicuri alla meta.

È vero pure che, per la libertà che abbiamo, potremmo anche non osservarli, ma a danno di chi?

A danno proprio, degli altri e dei mezzi che ci conducono.

La stessa cosa, ed a maggior ragione, vale per la legge di Dio: il peggio è per noi, per la nostra famiglia, per gli altri e per la terra che abitiamo; senza dire delle continue insoddisfazioni che incontriamo nella vita.

Purtroppo, per quanti cristiani sono parole superflue ed inutili, cose da accantonare!

Perché, poi, ci lamentiamo per le conseguenze che ne seguono?

Ma c’è anche il rovescio della medaglia. Quanta brava gente si impegna a metterla in pratica, in maniera sincera! Poi è costretta a dover constatare che non vi è riuscita e di trovarsi in perdita.

Ebbene, ecco per questo il dono del tempo quaresimale. 

Esso ci invita a convertirci, cioè a rinnovare l’impegno, proprio perché crediamo veramente che solo il Signore ha parole di vita eterna.

Scoraggiarsi, allora, perché non sempre ci riusciamo? Assolutamente mai!

Dobbiamo sempre ricordare che il Signore non guarda tanto i risultati, ma guarda soprattutto l’impegno che vi abbiamo messo, per cui, pur nella umiliazione della non riuscita, anche questa, attraverso il pentimento, diventa un dono che facciamo a lui.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

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