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26 maggio 2019 * S. Filippo Neri
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10. Peccato contro Spirito
Testi liturgici: Gen 3,9-15; 2Cor 4, 13- 5,1; Mc 3,20-35

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C’è stata una espressione di Gesù che potrebbe lasciarci perplessi, in quanto sembra che in essa vi sia una contraddizione.
Afferma che perdona sempre: “In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno”.
Però, subito dopo aggiunge: “Chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno”.
Allora, perdona tutto e sempre oppure no?

Prima di dare la risposta, consideriamo un dato di fatto che, a prima vista, potrebbe proprio squalificare Gesù, sia nelle parole che nei comportamenti.

Nel brano ascoltato, infatti, ci incontriamo con un Gesù piuttosto “stravagante”.

Ed è proprio quello che pensano di lui i suoi parenti, perché non capiscono i suoi atteggiamenti. Non capiscono come si lasci assediare dalla gente al punto di dimenticarsi di mangiare, come abbia scelto dodici strani personaggi perché stiano con lui, come dica cose che non sono esattamente il linea con gli insegnamenti ufficiali, come sia sempre in movimento senza una fissa dimora.

Anche gli scribi pensano la stessa cosa, anzi credono addirittura che sia un indemoniato.

Tra parentesi diciamo che le cose si ripetono sempre. Anche ai nostri giorni, ci sono persone che, in riferimento ad altre serie e coerenti, usano simili o analoghe espressioni. Neppure il Papa ne è escluso, anzi a maggior ragione vi è incluso. Di lui c’è chi dice che è un antipapa, un eretico, uno che sta portando la Chiesa fuori del seminato.

Ma questo non meraviglia e proprio per questo che torniamo a Gesù. Di lui dobbiamo affermare che non è né stravagante, né indemoniato, ma è tutt’altro.

È un uomo libero e coerente, parla con franchezza senza essere imprigionato dalle regole. Non è come spesso siamo noi quando, ad esempio, pensiamo e diciamo: “Si deve fare così, perché si è fatto sempre così”.

Non solo in questo, ma in quante altre cose siamo condizionati!

Pur conoscendo la verità, non la mettiamo in pratica, solo per timore di quello che potrebbero pensare e dire gli altri, per le quali la libertà è giudicata come sregolatezza, la franchezza come sfacciataggine, la coerenza come testardaggine.

Dobbiamo, invece, assomigliare a Gesù, cioè essere liberi nelle scelte del bene e coerenti nel metterlo in pratica.

Ed allora, tornando alla domanda iniziale, qual è il peccato contro lo Spirito Santo?

Questo peccato si commette quando abbiamo un concetto limitato del peccato stesso, come se fosse un qualcosa di “oggettivo”, che agisce al di fuori di noi e basta, e perciò un male da noi commesso senza responsabilità alcuna.

In realtà il peccato non è limitato all’atto che si commette, ma prima ancora nella libera volontà con la quale si compie, pienamente consapevoli di ciò che si sta facendo.

Da ciò si deduce che il peccato contro lo Spirito Santo è un atto della nostra volontà con il quale rifiutiamo Dio, la sua grazia, il suo perdono.

Qualsiasi peccato commesso per fragilità, e come tale sinceramente riconosciuto, è sempre perdonato.

Ma se ci chiudiamo alla sua misericordia e al suo perdono, egli non sfonderà mai la porta che abbiamo chiuso. Ci lascia liberi, preferisce il rischio del nostro rifiuto piuttosto che ricevere da noi un amore che non è libero.

Pertanto, il peccato contro lo Spirito Santo, è il rifiuto dell’amore e del perdono di Dio, per cui Dio non riesce a perdonarci.  

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

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