Commento al Vangelo della Domenica e delle Festività
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
20 ottobre 2018 * S. Contardo Ferrini
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11 Granella di senapeTesti liturgici: Ez 17,22-24; 2Cor 5, 6-10; Mc 4,26-34
“Sempre pieni di fiducia”
e più avanti: “Siamo pieni di fiducia”, così nel breve testo di seconda ai Corinzi.
Veramente! Le persone che si lasciano guidare dalla fiducia, sono sempre serene, pazienti e felici.
Tale fiducia può estendersi su diversi piani o situazioni della vita. Noi la riferiamo all’analogia del “seme” di cui ci ha parlato il vangelo.

Per il seme gettato nel terreno, l’agricoltore è pieno di fiducia e spera di poter fare un buon raccolto.

Ebbene, anche il Signore è pieno di fiducia quando la sua Parola è seminata in noi, e spera che abbia a portare buoni frutti, cioè tanta grazia nella nostra vita.

Per far meglio capire questo il Signore Gesù, come è solito fare per ogni argomento, si serve di parabole. Oggi sono due ed ambedue si riferiscono al seme.

Cosa vuol insegnarci con queste parabole?

Dice il proverbio, che “non si raccoglie oggi per domani”. Si tratta di rimanere pieni di fiducia oggi, coltivando la speranza per il domani.

Infatti, nella prima parabola si dice che la crescita, per avere il buon raccolto, avviene a tappe, ed avviene lentamente: “Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura”.

C’è dunque da aspettare tra l’azione della semina e quello della mietitura. A prima vista, fra i due tempi, sembra che non vi sia attività, che non succeda nulla, in quanto il seme è affidato alla terra.

Ed invece la terra è in piena attività, ed infatti: “L’agricoltore, dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa”. 

Gesù, presentando la parabola, aveva detto: “Così è il regno di Dio”.

Purtroppo il tempo dell’attesa per riconoscere ed esperimentare l’intervento di Dio, spesso fa paura e ci fa perdere la fiducia e la speranza.

A volte, sembra proprio che Dio non esista, o che non ci ascolti, eppure è in piena attività, proprio in nostro favore.

Si tratta, invece, di avere sempre fiducia, pazienza e speranza.

Quanti di noi a livello spirituale, dicono ad esempio: “Mi impegno tanto per migliorare e son sempre quello; ho fatto tanto per i figli e non ho ottenuto nulla; mi sono comportato bene per far conoscere la bellezza della fede e molti continuano a far orecchi da mercante”, e così via.

È vero! E questo, capita anche a livello universale di Chiesa. Sembra che l’opera dei cristiani nel mondo sia inefficace e che il regno di Dio non progredisca.

Nessuna paura. Restiamo pieni di fiducia, perché Dio è con noi.

Del resto, è proprio quello che ci insegna la seconda parabola: la senape è un seme molto piccolo, eppure diventerà una grande pianta.

È vero che nel mondo noi cristiani siamo una minoranza, siamo il piccolo seme, ma se ci fidiamo della parola di Dio, seminandola con abbondanza e umiltà, senza l’ansia di vedere risultati, quel piccolo seme può diventare un albero grande.

Anche nella dinamica di questo sviluppo potremmo ripetere l’espressione udita nella prima parabola: “Come egli stesso non lo sa!”.

Sì, perché anche se siamo collaboratori, l’opera non è nostra ma del Signore, lui solo sa come portarla avanti. Ce lo ha detto attraverso il profeta Ezechiele: “Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro … lo pianterò … metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico”.

Veramente queste parabole ci invitano alla fiducia, alla pazienza ed alla speranza.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

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