Commento al Vangelo della Domenica e delle Festività
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
18 novembre 2018 * S. Frediano vescovo
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Nascita di S Giovanni Battista Hermitage St. Petersburg
Testi liturgici: Is 49, 1-6; At 13, 22-26; Lc 1, 57-66.80
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Oggi la domenica cede il posto alla Natività di San Giovanni Battista. Questo vuol dire che essa è una festa grande.
Perché assume tanta importanza?
Perché la persona di Giovanni è essenziale nei confronti di Gesù e per conseguenza anche nei nostri confronti.

Diciamo subito che il nome “Giovanni” va messo in relazione a Zaccaria ed Elisabetta e significa: “Dio ha avuto misericordia”; ed inoltre è nominato anche come “Battista”, che significa “Battezzatore”: È quello che diremo fra poco nel prefazio: “Egli battezzò nelle acque del Giordano lo stesso tuo Figlio, autore del Battesimo”.

In quale senso il Signore ha avuto misericordia verso Zaccaria ed Elisabetta?

Sappiamo che il Signore è sempre misericordioso, ma in questo caso lo è stato in maniera straordinaria.

Essi vivevano in un contesto di cultura nella quale il male era collegato ai peccati commessi e la sterilità considerata una maledizione di Dio. Ormai ambedue si erano rassegnati a vivere colpiti da tale maledizione, rimanendo in una forte solitudine, proprio per la mancanza di figli.

Pur tuttavia, non accusano Dio per il fallimento che hanno subito, ma restano saldi nella fede e perseveranti nel rapporto con il Signore stesso.

Però, proprio per questo - per essere rimasti aperti alla grazia - il Signore “ha avuto misericordia” e li ha premiati con il dono del figlio - anche se da essi non più sperato - ed ecco il motivo per cui, nonostante il parere diverso dei parenti, si chiamerà “Giovanni”.

Ora si tratta di applicare alle nostre analoghe situazioni.

Quante volte nella vita ci sembra di essere stati abbandonati da Dio!

Però non per questo possiamo e dobbiamo prendercela con lui e neppure con nessun altro. Se rimaniamo fiduciosi e uniti a lui, anche dalle molte situazioni non gradite, il Signore ne trarrà benefici maggiori.

È il metodo di Dio! Lo usa per educarci e per poterci dare di più e di meglio, per compiere grandi opere sia per noi, sia attraverso di noi, come ha fatto con Giovanni.

Del resto, è quello che ha detto il Vangelo, riferendosi allo stupore della gente: “Per tutta la regione di discorreva di tutte queste cose. Tutti dicevano: Che sarà mai questo bambino? E davvero la mano del Signore era con lui. Cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte sino al giorno della manifestazione a Israele”.   

Per svolgere questa missione, come lo ha formato il Signore?

Lo ha formato e fatto crescere conducendolo nel deserto, facendogli esperimentare l’asperità della solitudine, rafforzandolo con l’ascolto della sua parola ed invitandolo alla riflessione su di essa.

Per questo, Giovanni è un modello di dono totale di sé a Dio e alla causa del suo regno. Egli comprese benissimo che la sua vita doveva essere una preparazione alla venuta di Gesù.

È quello che il Signore chiede pure a noi, anche se ad ognuno lo chiede in maniera diversa ed irrepetibile.

Se non ascoltiamo la sua parola, se non troviamo momenti di silenzio e di riflessione, se non ci lasciamo formare accettando i sacrifici e le prove della vita, se non ci mettiamo nelle sue mani e non abbiamo piena fiducia in lui, il Signore non potrà compiere meraviglie in noi, e neppure agli altri attraverso di noi.

È vero che agli occhi nostri e degli altri, spesso potremmo sembrare dei falliti, ma sta proprio qui il poter dare a Dio la possibilità di compiere in noi e con noi cose grandi, come abbiamo ripetuto nel salmo: “Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda”.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe Spicello

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