Home
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
19 febbraio 2019 * S. Mansueto vescovo
itenfrdeptrues

In Evidenza

Nostro Signore Gesu Cristo Re dell'Universo A 26 novembre 2017

Nostro Signore Gesu Cristo Re dell'Universo A 26 novembre 2017

Testi liturgici: Ez 34,11-12.15-17; Sl 23; 1 Cor 15,20-26.28; Mt 25,31-46Per il documento: clicca qui “Egli separerà gli uni dagli altri, come...

Domenica trentatreesima T.O. A 19 novembre 2017

Domenica trentatreesima T.O. A 19 novembre 2017

Testi liturgici: Pr 31,10-13.19-20.30-31; Sl 128; ITs 5,1-6; Mt 25,14-30Per il documento: clicca qui “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che...

Domenica trentaduesima T.O. A 12 novembre 2017

Domenica trentaduesima T.O. A 12 novembre 2017

Testi liturgici: Sap 6,12-16; Sl 63; 1 Ts 4,13-18; Mt 25,1-13Per il documento: clicca quiNella nostra esistenza siamo portati a fare continuamente...

Domenica trentunesima T.O. A 5 novembre 2017

Domenica trentunesima T.O. A 5 novembre 2017

Testi liturgici: Ml 2,8-10; Sl 131; ITs 2,7-9.13; Mt 23,1-12Oggi la parola del Signore è proprio rivolta a noi sacerdoti.Ecco le parole ascoltate:...

Tutti i Santi A 1 novembre 2017

Tutti i Santi A 1 novembre 2017

Testi liturgici: Ap 7,2-4.9-14; Sl 23; 1 Gv 3,1-3; Mt 5,1-12Oggi, anche se è festa di Tutti i Santi, quasi ovunque si celebra una delle Sante Messe...

Invito

011 Santa Famiglia nella uscita dallo internoVenite a trovarci.
Vi aspettiamo.
La Chiesa e la cappella dell'adorazione
è sempre aperta dalle 8 del mattino alle 20:00 di sera.

Per contatti andate qua 

Per raggiungerci andate qui 

Per l'Accoglienza andate qui

15 Missione apostoli
Testi liturgici: Am 7,12-15; Ef 1,3-14; Mc 6,7-13
Per il documento: clicca qui
“Ero un mandriano e coltivavo piante di sicomoro”,
così dice il profeta Amos.
Vi è mai capitato di aver detto, o anche solo pensato, quando si trattava di insegnare cose riguardanti la fede e la religione: “Non sono capace, non sono all’altezza, non sono istruito, non ho studiato teologia…”.
Invece, quando Dio chiama un profeta, cioè uno che parli e testimoni di lui, non sta a guardare se tale persona ha studiato, se ha un titolo adatto o meno, e neppure se è di discendenza nobile.

Ebbene, è proprio quello che vuol dirci con l’episodio che abbiamo ascoltato, relativo al profeta Amos.

Amos non appartiene ad uno di quelli di cui ho elencato i titoli, è semplicemente un pastore ed un agricoltore. Eppure possiede una cosa importante, quello dell’ascolto della parola di Dio che arde dentro di lui come un fuoco.

Proprio per questo gli è possibile parlare a nome del Signore, senza preoccuparsi se gli altri ascoltano o quello che annuncia.

La forza della parola di Dio, infatti, non sta nella nobiltà o nello studio di coloro che la trasmettono, ma nella capacità di viverla pienamente e dl annunciarne il contenuto, senza aggiunte, né interpretazioni, né sconti.

 La parola di Dio è in se stessa talmente ricca, impregnante e piena di significati, che non ha bisogno di abbellimenti o di ambasciatori blasonati.

In questo senso comprendiamo anche il significato delle parole che Gesù rivolge ai dodici inviati in missione: “Ordinò loro di non prendere nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro”.

In altre parole voleva dire che non dovevano contare sulle cose umane.

Ovviamente, chi annuncia così il vangelo, ed ancor più chi si comporta così nella vita, risulta una persona scomoda, una persona che dà fastidio, per cui bisognerebbe disfarsene.

È quello successo ad Amos: “Vattene, ritirati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare”.

Per tale motivo e in tale senso, Amos è il prototipo migliore di ogni cristiano che, guidato dalla parola del Vangelo, cammina nel mondo vivendo e annunciando quello in cui crede.

Pertanto, nessuna meraviglia di quanto ci possa succedere!

Si tratta di mettere in conto non solo il fatto di non essere ascoltati, ma anche quello di essere derisi, considerati retrogradi e persone ancora appartenenti al medioevo.

A questo punto ci domandiamo: Cosa annunciare con la parola e qual è l’opera della parola stessa?

Al dire del vangelo ascoltato, innanzitutto è quello di avere il potere sugli “spiriti impuri”.

Dove sono e quali sono questi spiriti impuri?

Sono spiriti che si annidano in noi e avvelenano le persone e la società.

Hanno tanti nomi: egoismo, indifferenza, superficialità, invidia, orgoglio, sfruttamento degli altri, e così via; si manifestano nelle varie forma di peccato. Infatti, è attraverso di esso che apriamo la porta per l’ingresso in noi degli spiriti impuri. Questo soprattutto avviene se siamo chiusi alla parola di Dio

Come fanno pena certe persone alle quali da noia l’ascolto della parola di Dio e sulla quale non riflettono! Non solamente gli spiriti impuri non se ne vanno, ma si annidano sempre di più.

Si tratta, pertanto, di mettere credere e mettere in pratica quanto ascoltato nella seconda lettura: “In Cristo il Signore ci ha scelto prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati”.

Se veramente vivessimo secondo Dio da veri profeti, se vivessimo bene la nostra vocazione, se facessimo un vero cammino di fede e di santità, subito tali spiriti verrebbero snidati e cacciati.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

Iscriviti alla mailing del Santuario. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.
captcha 

facebook

"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

Visite agli articoli
1279094

Abbiamo 85 visitatori e nessun utente online