Commento al Vangelo della Domenica e delle Festività
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
22 settembre 2018 * S. Maurizio martire
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20 La mia carne
Testi liturgici: Pr 9,1-6; Ef 5,15-20; Gv 6,51-58

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“Fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti ma da saggi, facendo buon uso del tempo”. È l’esortazione di Paolo.
Anche il libro dei Proverbi sottolinea il medesimo aspetto, rivolgendosi a chi è privo di senno, a chi non è saggio, dicendo: “Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate l’inesperienza e andate diritti”.
Sappiamo come il gesto di invitare a tavola qualcuno non sta solo nel condividere il cibo, ma serve anche per cementare l’amicizia, in modo da avere un rapporto di maggiore comunione fra gli invitati stessi.

Per il fatto di essere uniti ed averne il massimo profitto, Paolo continua ad esortare: “Siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi fra voi con salmi, inni, canti ispirati, cantando e inneggiando al Signore”.

Come è importante il canto nelle nostre celebrazioni eucaristiche!

Spesso le nostre celebrazioni sono disadorne e monotone proprio perché non comprendiamo che soprattutto è il canto ad essere espressione gioiosa della nostra fede. Non solo, ma contribuisce pure a farci crescere nella fede stessa, ed a sentirci più uniti fra noi.

Però, anche per questo, non bisogna dimenticare una cosa, ed è quella che Paolo stesso ha messo in evidenza: “Siate ricolmi di Spirito Santo”.

Questo significa che il canto non è semplice euforia passeggera, ma è frutto della presenza dello Spirito che vive in noi e che si manifesta gioiosamente.

Purtroppo, potrebbe succedere che il canto non aiuta ad elevare il nostro spirito e neppure a farci crescere nella fede, perché si riduce solo a note ritmate, tali che alla fin fine è solo chiasso che non aiutare il raccoglimento e la preghiera. Ecco anche il motivo che certi strumenti musicali sono esclusi dalle celebrazioni liturgiche.

Passiamo ora al Vangelo.

Anch’esso riprende il tema del mangiare e del bere, riferendolo però al corpo e al sangue di Gesù: “Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita”.

È per questo motivo che il Signore nei giorni di domenica ci invita a questa mensa, perché sa che il ritrovarci a questa tavola crea comunione, non solo con il lui, ma anche fra di noi.

Però questo avviene ad una condizione: che in ognuno dei partecipanti sia presente lo Spirito, che li aiuta a vivere nello stile di celebrazione come detto pocanzi.

Non solo spesso manca questo spirito, ma anche tanti cristiani trascurano l’incontro domenicale, con tanta facilità!

È nell’Eucaristia che troviamo tutto il desiderio che Dio ha per fare comunione con l’uomo, ed è grazie ad essa e alla sua forza che ognuno può diventare ponte per far giungere al mondo l’annuncio della vita vera.

Da non dimenticare, infine, che l’Eucaristia non è un premio per i buoni, ma un farmaco per chi ne ha bisogno.

Lo esprime bene Giovanni: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Senza questo nutrimento siamo destinati a inaridirci e morire d’inedia.

Purtroppo, tale è la situazione di tanti credenti di oggi, che con tanta leggerezza vivono nella superficialità.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

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davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

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