Omelia delle domeniche e feste Anno A
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
13 agosto 2020 * SS. Ponziano e Ippolito
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Epifania
Testi liturgici: Is 60.1-6; Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12

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Stiamo celebrando la solennità dell’Epifania del Signore che significa la sua manifestazione a noi, alla Chiesa, al mondo.
Ce ne siamo accorti e come abbiamo inteso tale manifestazione?
Vogliamo rifletterci un poco.
Nel giorno di Natale, il Vangelo ci ha narrato che Gesù si è manifestato ai pastori, cioè a persone povere e semplici, poco considerati nella società. Erano le persone vicine e che appartenevano al popolo di Israele.
Oggi ci narra che si è manifestato ad altre genti, ad altri popoli, a gente anche studiosa ed istruita. Ebbene, questa gente è rappresentata dai Magi.

Il fatto è per dirci che il Signore Gesù è venuto a salvare non solo il popolo di Israele – come essi pensavano – ma tutte le genti, di tutto il mondo, di ogni i tempo. Ecco perché non ci è dato di sapere quanti fossero i Magi, quale fosse il loro nome, da quale luogo preciso provenissero e neppure quale fosse il colore della loro pelle.

È proprio quello che ci ha detto il profeta Isaia: “Tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore”.

Ed è pure quanto ben sottolineato da Paolo: “Le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”.

Ora, se i Magi rappresentano tutte le genti, in esse ci siamo anche noi.

Se essi hanno seguito una stella, dobbiamo fare altrettanto anche noi.

Qual è la nostra stella?

Il Signore può manifestarsi a noi in tante maniere, ma la stella principale sta nella sua Parola, perché è solo essa che ci indica la strada, che illumina di mano in mano il percorso della vita, per non perderla e per poter giungere alla salvezza eterna.

Ai Magi non sono mancati problemi, momenti di incertezza, momenti di oscurità e buio. I problemi da loro vissuti ed esperimentati, sono anche i nostri. Infatti, come essi hanno incontrato Erode, anche noi potremmo incontrare tanti Erodi nel percorso della vita.

Potremmo incontrare persone che, a prima vista, sembrano volerci aiutare, ma che di fatto, alla fine dei conti, non ci vogliono bene; sono una stella falsa, ci introducono in dubbi e incertezze, fanno traballare la nostra fede.

Ci portano in situazioni nelle quali ci vien da dire: “Dov’è il Signore? Perché non ci aiuta? Perché ci ha abbandonato?”.

È successo anche ai Magi. Ad un certo punto si smarriscono, non vedono più la stella, si sentono perduti. Purtroppo, anche se in buona fede, si rivolgono ad una persona sbagliata, a Erode.

Quale differenza tra il loro comportamento e quello di Erode?

I Magi, essendo persone rette e sinceri, continuano a cercarlo e lo trovano; Erode, non di animo retto ma falso e schiavo del potere, pur conoscendo la Scrittura che parlava di lui, non lo cerca e quindi non lo trova; anzi, combina il disastri che ben conosciamo.

Quanti disastri anche nella nostra vita!

Succede ogni volta in cui non ascoltiamo e non mettiamo in pratica quanto ci dice e ci chiede il Signore!

Sta a noi, in ogni situazione, renderci conto e riscoprire la fede vera, l’autentico cammino, con il proposito di non tornare mai più a farci guidare dalle false stelle che si presentano come fossero vere.

Purtroppo, nelle situazioni in cui stiamo vivendo, vi è grande confusione perfino dentro la Chiesa, per cui potremmo facilmente essere indotti a fare scelte sbagliate.

È per questo che dobbiamo seguire l’esortazione di Isaia: “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te”.

Nonostante tutto, andiamo avanti nella sincerità, perché il Signore non può abbandonare chi lo cerca con rettitudine.

Sac. Cesare Ferri rettore del Santuario San Giuseppe in Spicello

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dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

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