Omelia delle domeniche e feste Anno A
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
22 settembre 2020 * S. Maurizio martire
itenfrdeptrues

6 Compimento della legge
Testi liturgici: Sir 15,16-21; I Cor 1,2-6.10; Mt 5,17-37
Per il documento: clicca qui
Quante volte, anche noi cristiani, parliamo di certi fatti che ci capitano come ineluttabili e diciamo: “È il destino! … Era destinato così!”. A ben rifletterci l’espressione sarebbe sbagliata perché fa pensare ad un Dio considerato alla stregua di un burattinaio, che muove i fili dell’uomo come marionetta nelle sue mani. Invece, il brano del Siràcide ci ha detto tutto il contrario. Ci ha detto che Dio ha creato l’uomo libero. Proprio perché libero gli viene messa davanti la possibilità di una scelta.

Può scegliere il bene a suo vantaggio, può scegliere il male a suo svantaggio. Quando noi scegliamo il bene, possiamo essere più che certi che il Signore è vicino per aiutarci. Anche quando andiamo fuori strada, quando scegliamo il mal comportamento, quando perdiamo la fiducia in lui per certi fatti che ci capitano, ancora una volta ci è vicino per aiutarci a superare ed uscire da tale situazione. Purtroppo, però, questo non può andare a buon fine se mancasse la nostra risposta e collaborazione. Tale vicinanza del Signore non si chiama destino, ma “Provvidenza”, cioè la sua presenza amorosa che, comunque, guida la storia per il nostro bene. Il vero nostro bene era stato già espresso attraverso i comandamenti della legge mosaica, che Gesù non abolisce: “Non sono venuto ad abolire la legge ma a darle pieno compimento”. Cosa vuol dire dare compimento? Le persone intorno a lui pensavano che egli avrebbe cambiato la legge mosaica, e che quindi tutto sarebbe stato facilitato. Invece Gesù afferma che non cambia proprio nulla, anzi dice di più. Dice che anche le cose più piccole – fossero piccole come una virgola o un trattino – devono rimanere, anzi devono migliorare, devono perfezionarsi, devono essere compiute con spirito diverso. I tempi non cambiano. È proprio quello che sta succedendo ai nostri giorni. Quanta gente si aspetta che certe regole e norme cambino, che certi comandamenti vengano alleggeriti, che ci sia una svolta nella vita della Chiesa. Invece, assolutamente no! Nessuno può cambiare quella che è la verità di Dio, quello che insegna il Vangelo. Tutto rimane. Se una cosa sino ad ora è stato peccato, rimane tuttora peccato. Comunque, ammesso pure che vi sia qualcosa da cambiare, qual è questa cosa e in che senso deve cambiare? Deve cambiare il modo di accostarsi a coloro che sbagliano, a coloro che peccano. Per essi ci vuole più comprensione, più benevolenza, più vicinanza, più aiuto. Tale comportamento è necessario per poterli aiutare a capire il perché dei loro peccati e ad uscirne fuori. Senza rinnegare o sminuire nulla di quanto è male, ci si avvicina a loro per sostenerli, per aiutarli a raggiungere la meta indicata dal Signore, di modo che possano vivere in maggiore serenità. In altre parole, se da una parte non possiamo giudicare la responsabilità di coscienza del peccatore, dall’altra non possiamo sminuire la gravità del male da lui commesso. Ma non solo questo, perché il pieno compimento della legge è anche un altro. Sta nel migliorare il comportamento di chi, in qualche maniera, già vive abbastanza bene. A tal proposito prendiamo solo due espressioni oggi ascoltate: “Non ucciderai… non ruberai”. Quanta gente dice: “Io sono a posto! Non ho ucciso nessuno!”. È vero che legalmente siamo a posto e che davanti agli uomini non andiamo in prigione! Ma, allo sguardo di Dio, ci sono tanti modi per uccidere. Quando, ad esempio, diciamo male di una persona, non è un modo per uccidere moralmente quella persona, rubandogli la buona reputazione? Un altro potrebbe dire: “Io sono a posto! Non ho mai rubato!”. Ma quando nel lavoro non facciamo il nostro dovere, quando utilizziamo il tempo in altro modo, non è un rubare al datore di lavoro? Ripensiamo ancora all’espressione di Gesù: “Non sono venuto ad abolire la legge, ma a darle pieno compimento”.
Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

Iscriviti alla mailing del Santuario. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.
captcha 

facebook

"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

Visite agli articoli
2198643

Abbiamo 526 visitatori e nessun utente online