Omelia delle domeniche e feste Anno A
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
31 marzo 2020 * S. Amos profeta
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Tentazioni di Gesù
Testi liturgici: Gen 2,7-9.3,1-7; Rm 5,12-19; Mt 4,1-11

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Riascoltiamo bene come è iniziata la prima lettura: “Il Signore plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò sulle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”.
È l’inizio della nostra storia. Il Signore, dopo aver soffiato il suo alito per farlo simile a lui, pone l’uomo in un luogo adatto per favorire la sua vita e la sua felicità. Però lascia a lui la libertà di scelta, se rimanere in tale situazione oppure cercarne un'altra, ammesso che questa non gli piacesse.
Una migliore non ce ne sarebbe stata, ma in concorrenza con il soffio vitale di Dio c’è il soffio pestifero dell’avversario, quello del diavolo. Egli non si presenta con chiarezza nella sua falsità, per cui riesce a ingannare l’uomo mostrandogli un’altra prospettiva. L’uomo crede più a lui che a Dio.

Cosa succede allora?

Invece di rimanere nella libertà con il suo creatore, preferisce l’indipendenza e l’autosufficienza, non rendendosi conto che con questo inizia la sua rovina, e con tutte le conseguenze che ben conosciamo.

Da quel giorno tutti noi siamo chiamati a fare la nostra scelta e guai a noi se non ci rendessimo conto che l’ingannatore è continuamente al nostro fianco.

Come e cosa fare per non farci vincere dalla tentazione e dall’inganno?

Dobbiamo imitare il comportamento di Gesù che pure è stato provato dalla tentazione.

Sostanzialmente le tentazioni vertono su tre fronti, ci invitano a non prendere la via maestra di Dio, ma piuttosto quella che sembrerebbe una scorciatoia.

Le scorciatoie sono principalmente tre: il denaro, il successo, il potere.

La prima scorciatoia parla di “pane”. Ma attenzione! Non che il pane sia una cosa cattiva, ma con esso è sottinteso qualcos’altro. È pretendere a tutti i costi di star bene nella vita, però non scegliendo il punto di vista di Dio, ma quello nostro.

È da qui che proviene la ricerca affannosa del benessere economico, della ricchezza, dei possedimenti, dei soldi.

Non che il benessere sia male; lo diventa quando vuol sostituirsi a Dio, quando diventa un idolo. È proprio questo che vuole il diavolo, e per di più propone di poterlo raggiungere presto e senza fatica. Infatti invita Gesù, per il suo potere di figlio di Dio, a trasformare con una parola le pietre in pane.

Riferito a noi, dove ci porta questo tipo di tentazione?

Ci porta a cadere nella disonestà e nelle ruberie, a non impegnarci nel lavoro, a guardare gli altri con invidia; ci porta a vivere nella corruzione, sino a perpetrare omicidi, pur di raggiungere lo scopo con facilità e presto.

Porta noi credenti, ad esempio, a non santificare la domenica, a non andare a Messa, non per validi motivi da noi non voluti, ma perché abbiamo tutt’altro da pensare e da fare.

La seconda scorciatoia parla di un “punto alto”, cioè di poter compiere fatti spettacolari e sensazionali. Infatti, invitano Gesù a buttarsi giù, perché ci sono gli angeli a salvarlo, senza dire che il fatto farà battere le mani a chi vi assiste.

Riferito a noi, la tentazione è quella di voler essere sempre al primo piano, è voler primeggiare, è volere a tutti i costi essere presi in considerazione, a far sì che gli altri sempre ci approvano e battono le mani.

Nulla da dire nell’essere considerati, ma non dobbiamo dimenticare che tutto quanto abbiamo è dono di Dio, non è nostra bravura: sono doni che vanno messi a servizio e non utilizzata per la propria vanagloria.

La terza scorciatoia è quella del “potere e del comando”. È quella di voler essere al di sopra di tutti e così tener sottomessi gli altri; è quella di avere sempre l’ultima parola.

Non che lo stare a capo sia male, però lo diventa quando anche in questo caso, invece di servire gli altri, ci serviamo degli altri per il nostro prestigio e il nostro interesse.

Gesù come vince le tentazioni?

Non si mette a dialogare col diavolo, ma ribadisce la ferma volontà di fare solo quello che è gradito al Padre; sceglie di rifugiarsi nella parola di Dio, ed infatti risponde citando i relativi brani.

Come vinciamo noi le tentazioni?

È possibile solo se anche noi ci schieriamo fermamente dalla parte di Dio, se ascoltiamo la sua parola e cerchiamo la sua volontà e questo con la preghiera, con i sacramenti, con il santificare la festa.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

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