Omelia delle domeniche e feste Anno A
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
25 settembre 2020 * S. Giuseppe Pign.
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22 Rinnegare se stessi
Testi liturgici: Ger 20, 7-9; Rm 12, 1-2; Mt 16,21-27
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“Va dietro a me, Satana!”.
Avete notato bene?
È Gesù che lo dice, e lo dice proprio a Pietro! E pensare che poco prima – lo abbiamo ascoltato domenica scorsa – gli aveva detto: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherà la mia Chiesa … a te darò le chiavi del regno dei cieli”.
Perché questo capovolgimento?
C’è un dato di fatto, ed è quello per cui ci scontriamo con l’impulsività di Pietro. Egli non rispetta il suo posto, quello cioè di essere un discepolo.

Lo scolaro per potersi istruire, per poter conoscere la verità, si consegna ad un maestro, mettendo piena fiducia in lui.

Qui, invece, si invertono le parti. È il discepolo che vuole insegnare al maestro, per cui il maestro è costretto a dirgli di stare al suo posto, di rimanergli dietro per ascoltarlo, crederlo e seguirlo.

In altre parole, è come se Gesù gli avesse detto: “Tu, Pietro, non puoi stare davanti a me, costringendo me a seguire te; devi stare dietro a me per imparare da me e seguire me nella strada nella quale ti porto”.

Pietro sta dimostrando che ancora non ha capito la missione di Gesù e neppure il ruolo delle chiavi che gli erano state consegnate.

Egli, come tutti gli altri, pensava ad un Messia vittorioso, trionfatore sui nemici e quindi non uno sconfitto come stava dicendo.

Di fatto Pietro, amando sinceramente Gesù, non vuole che faccia una brutta fine. Nulla da dire per questo. Il brutto è che c’è pure una parte interessata, quella di riuscire ad essere fra i primi ministri nel futuro regno di Gesù. In forza anche di questo, non può minimamente volere e permettere la sua sconfitta, perché con questo avrebbe perduto tutti i propri desideri di grandezza.

L’occasione è buona perché dà luogo a Gesù di poter continuare a fungere da maestro. Se Pietro è nemico della croce, Gesù insegna che essa è necessaria per completare la sua missione. Se Pietro sta seguendo un disegno umano, Gesù invece sta seguendo quello divino. Glielo dice espressamente: Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”

Come diventa importante anche per noi! È quello che ci insegna pure Paolo: “Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per discernere la volontà di Dio”.

Noi invece quante volte, nei confronti della legge di Dio, ci rifugiamo nell’espressione stantia: “Che male c’è? La pensano tutti così! Fanno tutti così!”.

Ma dobbiamo fare quello che dicono e fanno gli altri, oppure seguire e fare quello che dice la legge di Dio? La legge di Dio non è come quella umana, non passa per il parlamento, non è un frutto di maggioranza, ma è voluta esclusivamente dal Creatore ed è fatta per il bene delle sue creature.

Pertanto, si tratta di lasciar perdere i propri punti di vista senza seguire la logica del mondo. Per farlo capire Gesù usa l’espressione: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Chi vuol salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita, per causa mia, la troverà”.

Cosa vuol dire rinnegare se stessi, cosa vuol dire prendere la croce, cosa vuol dire perdere la vita?

Su questo punto non sempre abbiamo le idee chiare.

Per Gesù il “rinnegare se stessi”, equivale al “perdere la propria vita”.

In altre parole, significa non fidarsi di quello che proviene dall’istinto, o di quello che, a prima vista, ci fa comodo e che ci sembra più facile, ma è mettersi sempre in un atteggiamento di richiesta: “Signore, cosa vuoi da me? Io voglio solo quello che tu vuoi! Non la mia, ma la tua volontà sia fatta. La mia vita è nelle tue mani”.

Per comprenderlo meglio, può aiutarci una similitudine.  

Se conserviamo il chicco di grano nel magazzino, prima o poi lo perderemo perché sarà consumato da qualcuno o da qualcosa; se invece decidiamo di perderlo con il metterlo sotto terra, è solo una perdita apparente, perché di fatto nel giro di qualche mese si moltiplicherà in altri chicchi, tali che arricchiranno ancor di più il magazzino.

Se apparentemente sembra perderlo, di fatto lo ritroviamo moltiplicato.

Così è per chi vive in maniera vera la vita cristiana. È vero che può sembrare di perdere certi valori solo umani, ma di fatto otteniamo molto di più.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

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