Omelia delle domeniche e feste Anno A
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
19 febbraio 2019 * S. Mansueto vescovo
itenfrdeptrues
31 Filatteri e frangeTesti liturgici: Ml 2,8-10; Sl 131; ITs 2,7-9.13; Mt 23,1-12
Oggi la parola del Signore è proprio rivolta a noi sacerdoti.
Ecco le parole ascoltate: “A voi questo monito, o sacerdoti. Se non mi ascolterete e non vi darete premura di dare gloria al mio nome, manderò su di voi la maledizione”.
Questo il Signore ce lo ha detto attraverso il profeta Malachia, ma anche Gesù continua sullo stesso tono: “Praticate ed osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno”.
Non vi sembrano queste parole quanto mai attuali, proprio per i tanti scandali che avvengono nella chiesa a cominciare dalle alte gerarchie, da quelli che dovrebbero essere proprio i primi a metterle in pratica?

Cosa intendeva dire il profeta Malachia?
Nella religione cristiana, come del resto in ogni religione, il compito del sacerdote è quello di fare da ponte tra Dio e gli uomini.
Quindi, se un sacerdote invece di favorire questi incontro, lo ostacola o peggio lo impedisce, attraverso la parola e soprattutto attraverso il suo comportamento, non avrebbe più senso di rimanere nella sua qualifica.
È quello che succedeva ai tempi del profeta: la classe sacerdotale non favoriva al suo popolo l’incontro e l’esperienza di Dio.
La stessa cosa avveniva ai tempi di Gesù. Gli scribi e farisei avevano fatto della religione un sistema esatto e completo di regole e di precetti, tra i quali però Dio non c’era più.
Di tutt’altra stoffa, invece, era San Paolo, come abbiamo ascoltato.
La sua figura presso i cristiani di Tessalonica è stata davvero commovente. Egli si è comportato con loro come fa una madre con i propri figli: essa non ha paura di dare la vita, pur di assicurare loro sopravvivenza e sussistenza.
È bello essere madre o padre di qualcuno, non solo nella generazione fisica, ma anche in quella spirituale!
Questo non significa avere atteggiamenti sdolcinati o poco consoni al nostro stato di vita. Significa piuttosto generare qualcuno affinché, attraverso l’amore e il rispetto, giunga alla sua maturità.
Se questo è vero in generale, ancor più è vero nell’ambito della fede e della vita cristiana.
Saper generare nella fede, perché tanti possano scoprire l’amore di Dio!
È il compito di tutti i battezzati, ma lo è in particolar modo per i vescovi e i sacerdoti, posti alla guida delle comunità cristiane.
Se questo, in qualche caso, non avvenisse, serve forse a qualcosa puntare il dito, scandalizzarsi ed affermare di non credere più?
Se quelli cadono in un modo, i criticanti cadono in altro modo, proprio perché non vivono l’esercizio della carità fraterna: devono condannare il comportamento, ma devono avere comprensione verso la persona che sbaglia, innanzitutto pregando per essa.
Chi di noi, in simili situazione, riesce a dire una parola in meno, e fare una preghiera in più?
Abbiamo mai pregato per i sacerdoti? Quando è stata l’ultima volta che lo abbiamo fatto?
In realtà, purtroppo e spesso, è facile giudicare e criticare il loro comportamento, più difficile invece è pregare per loro, chiedere al Signore luce e discernimento per il loro ministero.
Se poi, alla fin fine, guardiamo bene in fondo, ci accorgeremmo che anche noi non siamo da meno. Forse in situazioni e comportamenti diversi, ma anche noi siamo peccatori e ci comportiamo male.
È vero che spesse volte non c’è cattiveria in noi, ma, appunto per questo, come vorremmo che altri ci comprendessero!
Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello
Iscriviti alla mailing del Santuario. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.
captcha 

facebook

"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

Visite agli articoli
1279094

Abbiamo 88 visitatori e nessun utente online