Omelia delle domeniche e feste Anno A
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
17 ottobre 2019 * S. Ignazio d'Antiochia
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33 Parabola talentiTesti liturgici: Pr 31,10-13.19-20.30-31; Sl 128; ITs 5,1-6; Mt 25,14-30
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 “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso”. Cosa vuol dire?Quando una cosa non si conosce e non si ama, non c’è in noi neppure la voglia di metterla in pratica per realizzarla, diventiamo estremamente pigri.

Se questo vale per le cose di questo mondo, tanto più è valido per le cose inerenti alla nostra fede, e quindi nel compimento della volontà di Dio. Ecco il motivo della parabola.La questione che Gesù pone in essa, non è quella di avere più o meno talenti, più o meno capacità e doti, quanto quella di far fruttificare i talenti che abbiamo, perché servano – ed è questo che conta – alla causa del regno di Dio ed alla nostra salvezza eterna.Purtroppo, come è difficile questo!Così è stato per il servo svogliato. Non ha saputo riconoscere il tempo nel quale Dio gli chiedeva di mettere a disposizione tutto di sé, mettendo a frutto il talento. Ha solo sprecato tempo, per un motivo non valido.Dice, infatti, di aver avuto paura della possibile reazione del padrone; ma questa non era altro che una scusa per nascondere la sua pigrizia o, come spesso diciamo noi, per non aver avuto tempo.Invece, è proprio il cattivo uso del tempo che ci fa fare scelte sbagliate nella vita.Quanta gente non prega, non va a messa, non si accosta ai sacramenti, non aiuta gli altri: solo perché dice di non avere tempo.In realtà, è sempre la pigrizia e la svogliatezza ad impedirci di amare di più il Signore e il prossimo. Purtroppo, quanto tempo invece sprechiamo pel coltivare cose superflue o di poco valore!Quanto tempo perdiamo davanti alla televisione ed altri hobby di poco conto!Quanto poco o nulla diamo di tempo per arricchirci davanti a Dio, e per essere di utilità al prossimo!Quanto tempo perdiamo nella paura o nel timore che Dio si dimentichi di noi e non ci aiuti a portare a compimento quello che ci sta chiedendo! A questo punto, viene spontaneo domandarci il significato della espressione: “A chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha”. È come se avesse detto: “Chi ha la volontà di lavorare e impegnarsi per il Signore e per gli altri, troverà sempre nuove risorse, nuove idee e tempo per fare il bene. Chi, invece, non vuol coinvolgersi per il Signore e per il suo regno, resterà povero e cieco, senza possibilità di vivere la gioia del Vangelo”.Ma anche una riflessione su un’altra espressione della prima lettura: “Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare”.Cosa vuol dire?Ci sono aspetti degli altri che ci attraggono e che colpiscono la nostra sensibilità: tra i tanti ci sono in primo piano la bellezza e il fascino. Spesso sono proprio queste le motivazioni che ci spingono a scegliere le persone e considerarle degne della nostra attenzione.Il problema è che la bellezza passa molto velocemente, per cui non si deve far l’errore di fondare la nostra vita su qualcosa che non dura molto tempo. Ci sono, invece, cose ben più importanti di essa, e che hanno il privilegio di durano per sempre.La fede ed il compimento della volontà di Dio sono valori che aiutano a restare saldi, nonostante il passare del tempo e l’alternarsi degli eventi, come ci ha ricordato il salmo: “Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie”.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello
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