Omelia delle domeniche e feste Anno B
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
2 agosto 2021 * S. Maria degli Angeli
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16 Pecore senza pastore
Testi liturgici: Ger 23,1-6; Ef 2,13-18; Mc 6,30-34
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Iniziamo la nostra riflessione prendendo in considerazione l’esortazione di Gesù rivolta agli apostoli:
“Venite in disparte, in luogo deserto, e riposatevi un po’”. Lo dice dopo una giornata di fatica che essi hanno dedicato in favore degli altri per insegnare loro e per evangelizzarli.
La stessa cosa sta dicendo oggi a noi. Tutti abbiamo bisogno di riposo perché in qualche modo, chi più chi meno, tutti siamo presi dalla vita frenetica. La vita, infatti, è diventata tutta una corsa, un andare sempre di fretta, nell’usare mezzi di comunicazione che ci fanno raggiungere immediatamente chi cerchiamo, il passare da un argomento ad un altro, da una immagine ad altra senza dar modo di riflettere, come ad esempio ben vediamo nei telegiornali.
Abbiamo proprio bisogno di rilassamento, di silenzio e di riposo.


Il Signore proprio per questo ci dona quello che per i cristiani è il primo giorno della settimana, cioè la domenica. La domenica sarebbe fatta per rilassarsi e potersi riposare in ogni senso e su ogni piano. Ho usato il termine “sarebbe” perché, purtroppo, anche dalla maggior parte dei cristiani, la domenica non è ben compresa e tanto meno bene utilizzata. Spesso, per il come si conduce la giornata, se ne esce ancor più affaticati.

Infatti, per molti cristiani a cosa si riduce la domenica? È veramente un giorno di riposo nella sua pienezza, oppure no? È vissuta in maggiore intimità con il Signore e con la famiglia, oppure no?

Purtroppo, per molti non è così, perché non capiscono cosa significa riposare veramente e neppure il motivo per cui Gesù invita a tale riposo.

È vero che per alcuni, siccome il lavoro della settimana li ha impegnati tanto, sono costretti a dover utilizzare proprio quel giorno per sistemare le cose di casa. Con questo si affaticano ancora di più e proprio per tale motivo dicono che non è possibile per loro neppure l’andare a Messa.

Non pensano, invece, che sarebbe proprio questo il riposo che suggerisce Gesù: “Venite in disparte, in luogo deserto, e riposatevi un po’”.

La Messa, se vista in tale ottica, è un vero riposo, perché quando riposa lo spirito e quando lo si arricchisce con una maggiore presenza del Signore, ne trova vantaggio anche la mente ed il corpo. L’esperienza dei giorni successi potrà mostrarci che tutto andrà meglio.

Infatti, lo stare con il Signore e nel sapere che ci ama, ci dà gioia; l’ascoltare lui, che ci illumina saggiamente, ci dà consolazione; il nutrirci di lui, pane di vita eterna, ci dà forza. Abbiamo proprio bisogno di questo tipo di riposo per poter riprendere la necessaria forza allo scopo di poter far fronte alle non poche difficoltà della settimana.

Prendiamo in considerazione anche una espressione dal profeta Geremia: “Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo”.

Nel suo contesto, il termine “pastore” indica la guida, il capo, il responsabile di una qualche realtà.

Geremia si riferiva ai capi del popolo di Israele che non facevano il loro dovere. Invece di aiutare la gente per vivere una fede autentica, pensavano solo a se stessi.

È davvero triste osservare come questa situazione si ripeta anche nei nostri giorni. Possiamo pensare ai sacerdoti il cui esempio a volte non è consono alla vocazione e missione loro affidata. Pensiamo pure ai genitori e ai responsabili di qualche settore educativo o di lavoro.

Pensiamo pure a noi stessi che potremmo essere responsabili del cammino di fede di qualcuno che, per il nostro cattivo esempio e per il nostro mal comportamento, spesso si allontana invece che avvicinarsi a Dio.

Come riuscire a non cadere il questo?

Torniamo alla riflessione iniziale. Solo se riposiamo in Gesù e seguiamo la sua parola, riusciremo a comportarci come lui, lui che è il vero pastore. Solo lui, infatti, ci dona quello che abbiamo elencato nel salmo responsoriale.

Per questo ad ogni versetto abbiamo ripetuto: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla”.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario di San Giuseppe in Spicello

 

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