Omelia delle domeniche e feste Anno B
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
2 agosto 2021 * S. Maria degli Angeli
itenfrdeptrues

17 Moltiplicazione pani
Testi liturgici:   2Re 4,42-44; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15
Per il documento: clicca qui
Iniziamo facendoci delle domande relative a quanto abbiamo ascoltato.
Quando ci rapportiamo con il Signore, al centro di tutto c’è lui oppure ci siamo noi? E quando ci rapportiamo con Gesù, al centro stanno le sua parole e il suo amore, oppure e soprattutto ci interessa chiedergli che faccia quello che vogliamo noi?
Se abbiamo notato bene, anche nel brano evangelico la gente andava dietro a Gesù anche per ascoltarlo, ma soprattutto perché faceva comodo, perché sfamava senza troppa fatica, tanto da far loro dire: “Questi davvero è il profeta, colui che viene nel mondo!”.
Erano talmente soddisfatti da volerlo fare il loro re e così avrebbero risolto tutti i problemi per la sussistenza.

Questi sono solo problemi di ordine materiale. Gesù, invece, è venuto ad offrire qualcosa di diverso, qualcosa che riguarda la vita eterna, dicendoci che solo lui è la luce per aiutarci a fare le buone scelte, solo lui è il pane che ci dà la forza per andare avanti.

Spesso, ed anche giustamente, siamo alla ricerca di qualcuno che risolva i problemi più immediati, quali la fame, il lavoro, la malattia, la morte. Nulla da dire, anzi doveroso.

Però dobbiamo renderci conto anche del significato che Gesù ha voluto dare al miracolo della moltiplicazione, cosa che quella gente sembra non abbia capito.

Si tratta del significato eucaristico, di quello che stiamo compiendo.

Si tratta di una condivisione attorno ad un unico altare dove si offre il suo sacrificio, ed intorno ad una unica mensa da dove si riceve la forza per andare avanti. Questo avviene in ogni Messa, soprattutto in quella della domenica, alla quale tutti sono chiamati.

In questo giorno il Signore Dio ci chiama a festeggiare suo Figlio, ci invita a condividere con lui e tra di noi il suo amore. Tale amore, illuminato dalla parola ascoltata, diventa concreto nello spezzare il pane per condividerlo fra i partecipanti. È quello che noi chiamiamo “comunione” e che in pratica potremmo anche chiamare “condivisione”.

Ma cosa vuol dire condividere?

È proprio quello descritto nell’episodio nel quale Andrea dice: “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci”.

Poi, in maniera piuttosto scettica, aggiunge: “Ma che cos’è questo per tanta gente?”. 

Cosa sarebbe avvenuto se il ragazzo non li avesse condivisi, se li avessi tenuti per sé senza metterli a disposizione? Non sarebbe avvenuto il miracolo.

Anche il gesto richiesto da Eliseo, corrisponde a quello di Gesù.

Chiede all’uomo che aveva venti pani d’orzo di darlo alla gente. Ed ecco che il suo servitore interviene dicendo: “Come posso mettere questo davanti a 100 persone?”.

Ed Eliseo di riscontro secondo la parola del Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”.

La nostra condivisione consiste proprio qui, nel sapere mettere a disposizione di altri tutto quello che abbiamo di buono. Non solo le cose che abbiamo, ma anche il tempo e la pazienza.

Del resto, non sta proprio qui il vero amore? Se fossimo su questa lunghezza d’onda, tutti staremmo meglio e saremmo più felici.

È proprio quello che vogliono indicare le espressioni: “Raccogliete i pezzi avanzati”.

È vero. A chi sa generosamente donare, non mancherà mai nulla, avrà sempre un di più.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario di San Giuseppe in Spicello

Iscriviti alla mailing del Santuario. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.
captcha 

facebook

"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

Visite agli articoli
2674179

Abbiamo 685 visitatori e nessun utente online