Omelia delle domeniche e feste Anno C
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
24 agosto 2019 * S. Bartolomeo
itenfrdeptrues

18 Domenica C Il ricco stolto
Testi liturgici: Qo 1,2; 2.21-23; Col 3,1-5.9-11; Lc 12,13-21
Per il documento: clicca qui
“Vanità delle vanità: tutto è vanità”.

Così iniziava la prima lettura. Analoga espressione ha ripetuto il salmo, affermando che la vita dell’uomo è come l’erba: “Al mattino fiorisce e germoglia, alla sera è falciata e secca”.
A volte, pure le nostre espressioni, si assomigliano, quale ad esempio quando diciamo: “Vale la pena vivere? … Nella vita ho sempre avuto delusioni! ... ho fatto tanto per i figli e non ho ottenuto nulla …Non valgo nulla, non sono capace a combinare qualcosa! … A cosa serve affaticarsi tanto? …  Sono stanco di vivere, perché il Signore non mi viene a prendere?”.

Per queste persone, veramente la vita trascorre nel pessimismo, tanto da non sono soddisfatte di nulla.

A questo punto ci domandiamo: Hanno ragione ad essere così e pensare così, oppure no?

Si tratta di cogliere la differenza che intercorre tra pessimismo e realismo: sono due cose diverse.

Le espressioni della Parola di Dio che abbiamo ascoltato non sono pessimistiche, ma sono quanto mai realistiche.

Ed infatti è vero. Nessuna persona o cosa di questo mondo può darci riposo e felicità duratura. In tale senso si può ben dire che le cose di questo mondo sono vanità.

Ed allora che fare? Non dobbiamo più interessarci di queste cose?

No! Si tratta di rispettare la gerarchia dei valori. Dobbiamo far sì che ogni cosa stia al suo posto, distinguendo quello che è essenziale da quello che è secondario.

Dovremmo pensare a quello che Gesù ha detto in una parabola, quella riferita alla costruzione della casa. Egli dice che se vogliamo che una casa non crolli quando arriva la tempesta, deve essere costruita sulla roccia e non sulla sabbia.

Le nostre delusioni ed il nostro pessimismo si presentano e ci toccano solo quando costruiamo la nostra vita sulla sabbia, quando cioè contiamo esclusivamente su di noi, e sull’abbondanza delle cose che possediamo.

Si tratta, invece, di costruire sulla roccia. Questa roccia è solo Dio, perché senza di lui tutto diventa vano.

Un Dio, però, che non sia uno dei tanti, ma come l’unico; non come uno chiamato in causa quando ne abbiamo bisogno, ma in quanto posto a fondamento della nostra vita.

È in questo senso che Paolo dice: “Rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra”.

Non che le cose buone della terra non le dobbiamo fare, ma solo se siamo mossi dall’amore, cioè, in quanto le compiamo per amor di Dio, cercando la sua volontà e rimanendo in essa, e nel contempo quando le compiamo anche per il bene vero degli altri. 

In maniera ancor più chiara e concreta, lo stesso pensiero è ribadito dalla parabola evangelica.

Quante vite spese interamente per accumulare cose, per costruire o comperare case, per rendere solido il patrimonio!

Poi ad un certo punto tutto crolla, e con ciò i conti non tornano, quali ad esempio l’aver compiuto tanti sacrifici per donare una casa al il figlio e lui di fatto va a vivere altrove.

Di questo passo e col tempo ogni cosa si scolora, tanto più in quanto ci si invecchia e non si riesce più a seguire tutto, ed ancor peggio, per aver preparato le liti fra gli eredi nel dividere l’eredità.

È servito l’aver impiegato in maniera eccessiva tutto il nostro tempo per le cose di quaggiù, tanto da far dimenticare le relazioni strette con Dio (tipo non c’è tempo di andare a Messa la domenica)?

È servito il non tenere relazioni con la famiglia (tipo non c’è tempo di stare a colloquiare con il coniuge e con i figli) e con gli altri (tipo io devo pensare per me, gli altri si arrangino)?

Concludendo, si tratta allora di costruire sulla roccia, mettendo a fondamento e al primo posto il Signore Dio, ed allora, anche quello che sembra vanità, in realtà non lo è più, perché con il Signore tutto acquista valore e tutto diventa merito per il paradiso.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

Iscriviti alla mailing del Santuario. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio.
captcha 

facebook

"... io piego le ginocchia
davanti al Padre,

dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra." (Ef. 3,14-15)

Visite agli articoli
1548486

Abbiamo 157 visitatori e nessun utente online