Omelia delle domeniche e feste Anno C
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
24 agosto 2019 * S. Bartolomeo
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19 Domenica C Tenetevi pronti
Testi liturgici: Ger 38,4-6.8-10; Eb 12,1-4; Lc 12,49-53
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A prima vista non vi sembra che vi sia una contraddizione tra quello che Gesù dice oggi, parlando di divisione, con quello aveva detto altre volte, parlando di pace?
Se è venuto a portare la pace, come del resto hanno cantato gli angeli alla sua nascita, perché oggi dice: “Pensate che sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione”.
Tutto sta a capire, in questo caso, cosa si intende per divisione, se essa dipende da Dio o se è la conseguenza dei nostri comportamenti.
Quando avviene questo tipo di divisione?

La divisione avviene, quando prendiamo una posizione chiara nei confronti di Gesù.

Infatti, la nostra scelta di voler seguire Gesù, non comporta il consenso di coloro che non intendono seguirlo.

Ed allora, siccome la nostra strada è percorsa in senso contrario alla loro, facilmente avviene uno scontro, e questo produce una divisione.

Tutte le letture di oggi ci presentano episodi di tale realtà; ci dicono come l’essere coerenti nel praticare la vita secondo Dio, crea ostilità, inimicizie, contrasti e divisioni.

Ed ecco la sorte del profeta Geremia, descritta nella prima lettura.

Egli, essendo retto, dice la verità dichiarando alla gente che, se non si converte, il loro regno andrà in disfacimento.

Siccome la richiesta della conversione scomodava gli ascoltatori, hanno deciso di eliminarla.

Ed ecco le parole che lo descrivono: “Si metta a morte Geremia… perché egli scoraggia… non cerca il benessere del popolo, ma il male”.

È proprio quello che può capitare anche a noi, quando viviamo bene e la vita cristiana.

Notiamo bene, non si tratta tanto di parole, quanto di vivere con sincerità e coerenza i principi in cui crediamo.

Siccome questo diviene un tacito rimprovero ed un richiamo agli altri, che non la pensano allo stesso modo, costoro iniziano i tentativi per mettere a tacere queste persone, ed ecco le divisioni.

Gesù parla proprio di questo tipo di divisione. È proprio questo il fuoco che è venuto a gettare, fuoco da intendersi su due fronti.

Il primo si presenta in negativo. Si tratta, appunto, delle divisioni e delle contrapposizioni, paragonate ad un fuoco di guerra.

Il secondo è in positivo. Si tratta della presenza dello Spirito Santo, il quale ci illumina, ci riscalda, e ci rafforza per andare avanti nel bene, percorrendo la strada contro corrente a causa delle contrarietà.  

Quando Gesù dice che per seguirlo dobbiamo prendere la nostra croce, intende dire proprio questo tipo di croce.

Tale verità, applicata a lui stesso, è espressa pure nella seconda lettura: “Gesù, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce”, cioè tira avanti per la sua strada, nonostante le contrarietà.

La medesima cosa ribadisce con il citato simbolo del fuoco: “Quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!”.

Si tratta di un battesimo, visto nel suo significato etimologico che vuol dire immersione. Ebbene, Gesù sarà immerso nella sua passione e morte.

L’angoscia, a sua volta, sarà chiaramente manifestata nell’orto degli ulivi, quando chiederà al Padre, se fosse stato possibile, di allontanare quel calice di sofferenza.

Ebbene, tutto questo diventa una consolazione per noi.

Infatti, la ricchezza dei sentimenti manifestati da Gesù, ce lo fa sentire vicino, sia nelle nostre speranze, sia nelle nostre sofferenze, sia nelle paure di tutti giorni, sia nel coraggio di andare avanti nonostante tutto.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

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