Omelia delle domeniche e feste Anno C
"Vieni al Padre, fonte di Misericordia"
19 settembre 2019 * S. Gennaro vescovo
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23 Domenica C La torre
Testi liturgici: Sap 9,1-18; Fm 9-10.12-17; Lc 14,25-33

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La prima lettura si apriva con queste parole: “Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare cosa vuole il Signore?”.
Eppure, dobbiamo riconoscere che ci sono persone le quali, essendo costituite in qualche responsabilità ed abilitate a condurre, illuminare e guidare le anime, impongono ad esse il proprio punto di vista, come se quello fosse la volontà di Dio inequivocabile.
Questo, purtroppo, può capitare anche a confessori e padri spirituali i quali osano affermare con certezza di conoscere la volontà di Dio in riferimento alle anime dei loro penitenti ed alla scelta del loro stato di vita, volendoli convincere a tutti i costi ad agire di conseguenza.

C’è proprio bisogno di risentire l’espressione: “Chi può immaginare cosa vuole il Signore?”.

Le buone guide spirituali – e qui possiamo includervi anche i bravi genitori e nonni - indicano i sentieri da percorrere, ma nella più assoluta libertà e responsabilità del singolo a cui si riferiscono.

La buona guida spirituale, il buon genitore e nonno, è uno che illumina, che accompagna nel cammino, che incoraggia, ma che non tiene legato nessuno a se stesso, perché sa che non può sostituirsi a nessuno, in quanto ognuno è chiamato a prendersi le proprie responsabilità.

Che fare allora per conoscere la volontà di Dio?

Per riuscire davvero a conoscere il pensiero del Signore dobbiamo sfuggire la fretta, la superficialità, il rumore. Ci vuole, invece, preghiera, silenzio, riflessione illuminata sulla sua parola; tutte cose non saltuarie, ma esercitate con impegno quotidiano, imparando anche a leggere i così detti “segni dei tempi”, cioè nel saper ben cogliere e interpretare, sempre alla luce della Parola, i fatti della storia e della propria vita.

Per portare almeno uno tra i tanti esempi sulla incapacità di tale esercizio, basti vedere certe persone che hanno bisogno di tenere la televisione sempre accesa, magari senza neppure guardarla o ascoltarla attentamente.

Queste persone hanno bisogno di sentire rumore, perché il silenzio metterebbe loro paura. Mentre, facendo così e non riflettendo, non scoprono quello che chiede il Signore, cosa che li spingerebbe a cambiare stile di vita. Ma essi non vogliono assoggettarsi a tale conversione.

Anche il vangelo ci riporta a questo, con la domanda: “Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa?”.  

Si siede, cioè riflette, proprio per non sbagliare. Considera tutto, e solo dopo decide se cominciare o meno l’opera.

Per concludere, riflettiamo anche su un’altra espressione del vangelo: “Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, sua madre, la moglie, i figli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo”.

Gesù, a dire questo, sembra esagerato e disumano chiedendo di amare lui al di sopra di qualsiasi altro, compresi perfino padre, madre, moglie, figli.

Non è una pretesa, ma è una necessità.

Per comprendere meglio, portiamo una analogia.

Se ho sete vorrei che il rubinetto di casa avesse acqua potabile ed allora è naturale amare e bere quell’acqua; ma, per fare questo, devo conoscere e amare anzitutto la sorgente da cui proviene quell’acqua.

Se uno stolto inquina la sorgente, la conseguenza è che avvelena tutto il suo corso. Come posso bere al mio rubinetto se essa proviene da quella sorgente avvelenata?

In questo paragone, forse sin troppo banale, sta la spiegazione dell’affermazione di Gesù. Non posso amare veramente chi mi sta intorno - compresi pure chi mi ha dato la vita o ai quali io ho dato la vita - se non conosco e non amo innanzitutto e prima di tutto la sorgente della vita e dell’amore, che è il Signore.

Amare Gesù, quindi, vuol dire amare la vera e buona sorgente dell’Amore e quindi la capacità di riuscire ad amare veramente qualsiasi altro.

Ed allora, quella che sembrava una pretesa di Gesù, altro non è che la strada certa per amare sul serio.

Sac. Cesare Ferri rettore Santuario San Giuseppe in Spicello

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